DA WWW.LARENA.IT
Aeroporto, schiarita su Brescia
L'Enac dà l'ok per il rilancio
CATULLO. Il presidente Paolo Arena a Roma per il futuro di Montichiari. Ora necessari approfondimenti normativi. «La chiusura si può evitare, a breve sarà presentato ai soci il progetto per il futuro». Probabile un forte ingresso dei privati
22/02/2012 e-mail print A
Il Catullo vuole risolvere i problemi di bilancio dello scalo bresciano Verona. Schiarita sui cieli dell'aeroporto di Montichiari, gestito e controllato dal Catullo. Lo spettro di una chiusura dello scalo, che è sottoutilizzato e improduttivo perché rappresenta una pesante perdita costante da 600 mila euro al mese, da ieri è più lontano. «La volontà di Roma non è quella di arrivare a una chiusura del D'Annunzio. Ci sono gli spazi per lavorare a un progetto di rilancio. La missione è stata positiva». Parole del presidente della Catullo spa Paolo Arena che ieri ha avuto un incontro con i vertici di Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, per di capire quali spazi di manovra ci sono per la società veronese al fine di investire tempo, energie e risorse nel rilancio dello scalo bresciano dopo che il decreto Milleproroghe ha posto un ultimatum ben preciso: o entro il 31 dicembre gli aeroporti con concessione ancora sospesa (come Montichiari) hanno un piano di gestione che assicura il rientro dalle perdite, la sostenibilità finanziaria e la solvibilità patrimoniale, oppure non avranno mai la concessione. Ieri Arena ha cercato il confronto con Enac proprio per verificare le soluzioni possibili, in accordo poi anche con alcuni soci bresciani (Campana di Abem) alla ricerca di una via di uscita da una impasse che dura da anni. E se da una parte c'è l'ultimatum, dall'altra c'è un accordo con i bresciani che non è più percorribile perché l'accordo quadro per costruire una unica società di gestione si basa su una valutazione del sistema aeroportuale del Garda di 107 milioni di euro, oggi molto inferiore dopo la pulizia dei bilanci. «È stata una riunione molto positiva, abbiamo condiviso con Enac e con alcuni soci bresciani consultati a parte, una ipotesi di percorso per il rilancio di Montichiari. Ora dovremo informare i soci. Dobbiamo solo fare un ulteriore approfondimento normativo e poi in breve temnpo presenteremo ai soci della Catullo spa il progetto per il rilancio». Se non c'è in previsione la chiusura e non è percorribile neppure il termsheet, qual è la terza via? L'ipotesi, su cui c'è molta riservatezza e lo stesso presidente Arena non parla, potrebbe essere quella di trovare un nuovo strumento societario per la governance del D'Annunzio, condiviso dal punto di vista normativo e con l'accordo dei soci bresciani, che consenta l'ingresso dei privati in forma sostanziosa. Non è da escludere anche una eventuale partnership con altri aeroporti o gestori aeroportuali. «Andiamo avanti, siamo soddisfatti, ma rimaniamo assolutamente riservati fino a quando non avremo concreti dati di fatto», conclude il presidente. Il punto è che servono investimenti sostanziosi e un arco temporale abbastanza lungo per far risalire Montichiari dalla voragine in cui è sprofondato: oggi lo scalo che funziona prevalentemente per il cargo, movimenta 30 mila tonnellate di merci l'anno, ma il brek even è a 90 mila tonnellate. Deve cioè triplicare la sua attività, sperando nelle nuove infrastrutture stradali. Nel frattempo dovrebbero arrivare in aeroporto nuove figure professionali: è aperta la caccia ai manager. Il consiglio di amministrazione sta selezionando almeno 4 curricula di professionisti della gestione aeroportuale sia per il ruolo di direttore generale che per il capo del personale. E alcuni manager sarebbero stranieri, nessun veronese. Ma nulla è ancora deciso. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Maurizio Battista


Rispondi citando


