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Discussione: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

  1. #176
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Quote Originariamente inviato da PMFspotter Visualizza il messaggio
    Piccolo raggio di luce in un futuro così nebbioso...
    Ryanair riporta annuale la rotta su CAG introducendo dal 1° dicembre un volo bisettimanale(---4--7). La notizia arriva dopo poche settimane da quella della chiusura della rotta per STN. Queste attualmente le destinazioni per la W16/17: TPS e CAG (RYANAIR) e KIV (FLYONE)
    Promemoria: non c'é bisogno di riportare la stessa notizia su due thread diversi. Basta sceglierne uno e postarla solo in quello.


  2. #177
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    La Regione mette a bilancio 12 milioni per l'aeroporto di Parma

    I consiglieri parmigiani Cardinali, Iotti e Lori: "Ne trarrà beneficio tutto il territorio parmense"

    I 12 milioni entro il 2017 promessi da Bonaccini per l'aeroporto di Parma sono stati inseriti nel bilancio della Regione, che sarà votato domani. Lo stanziamento è quindi confermato. I consiglieri parmigiani Cardinali, Iotti e Lori sottolineano che "è stata tenuta in considerazione questa importante volontà e siamo convinti che ne trarrà beneficio tutto il territorio Parmense".
    “12 milioni entro il 2017 per l’Aeroporto Verdi. Ad anticiparli era stato lo stesso presidente Stefano Bonaccini qualche mese fa e con il bilancio che approveremo domani saranno ufficializzati”, annunciano i consiglieri regionali Pd Alessandro Cardinali, Massimo Iotti e Barbara Lori in un comunicato stampa. I consiglieri sono impegnati nella sessione di bilancio che chiude l’attività annuale dell’Assemblea Legislativa.
    “Serviranno – puntualizzano i consiglieri – a realizzare interventi infrastrutturali di potenziamento e ammodernamento del polo aeroportuale di Parma. In particolare saranno finalizzati a favorire l’ampliamento del trasporto aereo delle merci e generare nuove opportunità di sviluppo economico con impatto diretto e indiretto anche sull'occupazione e l'economia locale”.
    Tra i lavori che saranno realizzati è contemplato l’allungamento della pista. Sarà così possibile imbarcare le merci direttamente a Parma, evitando il trasbordo sui camion diretti a Milano Malpensa come attualmente avviene. Per i passeggeri sarà realizzata una nuova aerostazione, collegata direttamente alla zona Fiere, nuovi parcheggi e hangar per gli aerei.
    “Vogliamo riaffermare il ruolo del nostro scalo nell’ambito del sistema regionale e rilanciare gli investimenti sulle infrastrutture locali che ci collegano ai mercati internazionali – commentano Cardinali, Iotti e Lori – Nel bilancio della nostra Regione è stata tenuta in considerazione questa importante volontà e siamo convinti che ne trarrà beneficio tutto il territorio Parmense”.

    http://www.gazzettadiparma.it/news/p...-di-parma.html

  3. #178

    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Aggiornamento Summer 17
    Destinazioni:
    -Cagliari con Ryanair (1-3-5--)
    -Chisinau con Flyone (1-3-5--)
    -Olbia con Mistral Air (-2---6-)
    -Trapani con Ryanair (123456-)

  4. #179
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Con l'accordo di ieri tra Presidenza del Consiglio e regione Emilia Romagna arrivano 12 milioni di € per allungamento pista e lavori alle strutture. Dovrebbe essere confermato lo scenario di conversione dell'aeroporto al traffico cargo.

  5. #180
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Ovviamente Piacenza non poteva mancare all'appello

    «San Damiano più strategico di Parma per trasportare merci»

    Uno studio di fattibilità chiarirà le possibili opportunità di investimenti sull'aeroporto di San Damiano, i consiglieri regionali di centrosinistra e centrodestra chiedono a tutto il territorio di fare squadra. Foti: «Solo il Marconi di Bologna non ha problemi»

    Uno studio di fattibilità per fugare ogni dubbio sulle potenzialità di un doppio utilizzo per l’aeroporto di San Damiano. È quanto propongono la Provincia di Piacenza e la Camera di Commercio, su impulso dei consiglieri regionali piacentini e dei sindaci del territorio, per bilanciare il trasferimento a Ghedi (Brescia) del 50esimo stormo con annesso declassamento della struttura del territorio di San Giorgio. L’ente camerale si farà così carico della progettazione dello studio di fattibilità per valutare – oltre all’attuale (ridotta) presenza dell’Aeronautica – la possibilità di uno scalo civile e commerciale, soprattutto il secondo uso. Ma solo se buona parte del territorio saprà fare fronte comune. In un incontro organizzato in Provincia dal presidente Francesco Rolleri, si è chiesta l’unità di tutte le istituzioni piacentine sul tema per fare squadra.

    Il consigliere regionale Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) ha messo in luce le fragilità delle strutture emiliano-romagnole, ad eccezione della sola Bologna. Quattro sono infatti gli aeroporti presenti in Emilia-Romagna, tre nazionali (Bologna, Parma, Rimini) più Forlì, la cui classificazione è attualmente sub-judice. «L’unico aeroporto in regione degno di questo nome – ha spiegato Foti - per traffico di passeggeri e merci è il Marconi di Bologna: nel 2016 sono passate di qua 7,6 milioni di persone. Nel 2030 si conta di arrivare a 10 milioni di passeggeri, tanto da risultare una struttura “congestionata”, contando anche le 48mila tonnellate di trasporto cargo che lo rendono il quinto più importante aeroporto italiano». Discorso diverso per gli altri. «Parma presenta 2 milioni e 200mila euro di fatturato e ha perdite per 2 milioni di euro. La Regione intende dare 12 milioni di euro per allungare la pista e mi risulta che ci siano problemi, perché dovrebbero spostare i binari ferroviari. Ha un traffico di 192mila passeggeri, nei primi otto mesi di quest’anno sono passate di qua 400 tonnellate di cargo. L’assessore regionale Donini là a Parma ha detto che è ideale per una destinazione commerciale e logistica». «Il “Fellini” di Rimini ha una vocazione prettamente turistica, trasporta 230mila passeggeri (per un fatturato di 5 milioni e 1,2 milioni di euro di utili), è ben collegato con l’Est Europa però è reduce da diverse gestioni fallimentari. Forlì è al quarto bando di gestione e nessuno si fa avanti». «C’è un solo aeroporto – ha sottolineato Foti - che ha volumi di traffico notevoli e infrastrutture che giustificano la sua centralità all’interno della Regione. Rimini ha poi una vocazione turistica, non trasporta merci ma è collegato con l’Est Europa per i turisti della riviera. Ma Parma non è decollata: con 200mila passeggeri non sta in piedi senza soldi pubblici, e oggi si vuole darle una vocazione logistica. San Damiano per il cargo ha dei bacini su cui attingere più importanti e delle praterie aperte. E penso che Orio al Serio stia scoppiando per numero di passeggeri e cargo». Però tutto il territorio piacentino deve crederci. «Le battaglie – ha concluso Foti – vanno fatte, ma non dobbiamo rimanere da soli».

    «Piacenza – è il pensiero del consigliere regionale Matteo Rancan (Lega Nord)- è uno snodo fondamentale per la logistica e il collegamento tra varie regioni. Noi crediamo che con un aeroporto di un certo tipo si possa sviluppare il territorio. Stiamo portando il tema sotto gli occhi di tutti i soggetti economici. La nostra pista è simile a quella di Orio al Serio, è un punto a nostro favore. Dobbiamo portare avanti questa battaglia in modo compatto». La pensa così anche la collega del Pd Katia Tarasconi. «Ben 17 anni fa partì sul nostro territorio la vocazione logistica. Oggi a Piacenza transita più merce di Bologna, Parma è molto indietro. Siamo strategici, merci e persone si muovono dove si sentono di andare. E le merci di Parma passano per Piacenza: ogni chilometro in più alza i costi di ogni operatore economico. E noi nel giro di 70 chilometri abbiamo un terzo del Pil italiano».

    I SINDACI DEL TERRITORIO
    «Il percorso che inizia oggi – ha detto Giancarlo Tagliaferri, sindaco di San Giorgio - serve a recuperare il tempo perduto. Sarà difficile poter sanare quello che è successo in questi anni: tante famiglie sono andate via da San Giorgio e dal territorio piacentino. Il primo auspicio sarebbe quello di un utilizzo duale: una permanenza dell’Aeronautica e una per l’uso civile. San Damiano è un posto unico da non disperdere. Devono essere vagliate tutte le proposte e rendere appetibile la struttura per eventuali investitori». «La dismissione dell’aeroporto – ha aggiunto il collega di Podenzano Alessandro Piva - ha provocato la perdita di tante famiglie sul territorio. Dobbiamo rendere più appetibile l’aeroporto per vedere se ci sono operatori economici interessati». «Bisogna capire se il polo logistico – è il pensiero del primo cittadino di Pontedellolio Sergio Copelli - ha questa necessità di un trasporto aereo e se si può inserire in una rete. Ci vuole uno studio ad hoc sulle prospettive, sull’utilizzo di San Damiano». «Gli amministratori locali – ha dichiarato il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri - hanno acceso i riflettori su San Damiano. Il percorso lo deve fare l’intera comunità, categorie comprese, per non perdere l’ennesima occasione. L’obiettivo è che San Damiano continui a essere una risorsa: ci dobbiamo credere tutti, se qualcuno incomincia ad avere dei dubbi rischieremmo ancora una volta la follia di perdere qualcosa».

    «L’atterraggio di un velivolo civile – ha puntualizzato il tenente colonnello Giovanni Fuochi, comandante del distaccamento aeroportuale di San Damiano - non è possibile al momento. È un aeroporto aperto al traffico, ma non a quello civile. Attualmente sono conservate tutte le attrezzature e i servizi presenti». Per Roberto Reggi, fresco di riconferma nel ruolo di direttore dell’Agenzia del Demanio, l’operazione non sarebbe così complessa. «Proprio nei prossimi giorni la caserma dei Lagunari a Venezia verrà rilasciata in parte per realizzare un resort, lasciando ai militari sono una parte della struttura per effettuare esercitazioni. Si potrebbe procedere con un bando di utilizzo dopo aver elaborato uno studio di fattibilità. Ci sono tutte le condizioni per tenere conto delle esigenze della comunità insieme alle richieste dell’Aeronautica». L’onorevole Marco Bergonzi (Pd) ha suggerito anche l’ipotesi di trasformare un’area dell’aeroporto in un museo aereoportuale per ampliare l’offerta e rendere più appetibile la struttura.

    http://www.ilpiacenza.it/politica/sa...are-merci.html

  6. #181
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Aeroporto di Parma in bilico: Comune pronto a versare 1,5 mln

    Lo scalo perde 300mila euro al mese

    Resta appeso a un filo il futuro dell'aeroporto Giuseppe Verdi di Parma. Il 30 settembre scorso è scaduto il termine per l'aumento di capitale di circa 4 milioni di euro. Solo una parte è stata sottoscritta: 900mila euro da parte di singoli soci privati industriali.

    Una goccia nel mare di perdite dato che lo scalo brucia circa 300 mila euro al mese. Un andamento economico insostenibile. Dopo i passivi 2015 e 2016, anche l'anno corrente sarà chiuso in rosso e a quel punto gli azionisti saranno chiamati per legge a deliberare una congrua ricapitalizzazione per evitare il rischio fallimento.

    Il socio di maggioranza austriaco (Meinl bank) mostra forte scetticismo nel continuare a investire nell'infrastruttura; scenario che nel caso si concretizzare difficilmente garantirebbe la sopravvivenza dell'aeroporto.

    Il Comune, socio al 5,9%, da parte sua, è convinto della strategicità del Verdi anche in mancanza di alternative forti sul ferro (leggi Mediopadana finita a Reggio) ed è deciso a fare la sua parte concretamente: dei circa 5 milioni incassati dalla vendita dell'8% delle azioni di Fiere di Parma a Cariparma, 1,5 milioni verrebbero infatti versati nelle casse di Sogeap, la società di gestione dello scalo.

    Per avere le spalle coperte da un punto di vista giuridico-contabile è stato chiesto un parere alla Corte dei Conti. Tenicamente l'operazione avverebbe con una opzione a favore dell'ente a vendere a un prezzo definito le azioni acquisite (opzione put) entro un termine ritenuto compatibile con il piano di risanamento e sviluppo della società.

    La Regione ha stanziato da tempo 12 milioni di euro per l'allungamento della pista. Un passaggio decisivo per dare svilupo al piano

    strategico cargo e voli executive che nel giro di tre anni, secondo le previsioni, dovrebbe riportare in equilibrio i conti.

    C'è allo stesso interesse per l'operazione di rilancio dell'area attigua ex Salvarani dove è in costruzione un grande centro commerciale.

    Saranno disposti i soci a coprire le perdite fino all'avvio del progetto cargo che, in teoria, dovrebbe risollevare le sorti dell'aeroporto?

    http://parma.repubblica.it/cronaca/2...mln-177790831/

  7. #182
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Con le chiusure di FR, i voli di Parma alla settimana sono rimasti 2: CAG e KIV. I soci ce ne dovranno mettere assai...

  8. #183

    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    L'accanimento terapeutico nei confronti di PMF è folle, a partire dai 12 M€ promessi dalla RER.
    Ciao

  9. #184
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Parma, progetto dei soci pubblici: Fiere in soccorso dell'aeroporto

    Ruota attorno alle Fiere di Parma il futuro dell'aeroporto di Parma, i cui conti sono ancora una volta a forte rischio.

    I soci pubblici riuniti nel patto di sindacato - Comune, Provincia e Regione - hanno espresso indirizzo politico favorevole qualora il cda di Fiere decidesse d’investire in Sogeap, la società che gestisce lo scalo.

    Una manovra che evidentemente non spunta dal nulla ma è l'esito di un ragionamento che parte dalla decisione dell'Amministrazione comunale di cedere parte delle quote dell'expo di Baganzola per versare i proventi a favore dell'aeroporto, mentre la Provincia proprio in queste ore ha valutato di non dismettere le quote detenute in Sogeap.

    Da parte sua la Regione Emilia Romagna ha già da tempo garantito uno stanziamento di 12 milioni di euro per allungare la pista del Verdi nell'ottica di una conversione a favore del traffico merci in sinergia con Etihad.

    E se il finanziamento del Comune di 1,5 milioni di euro, ottenuto cedendo parte del proprio azionariato fieristico, deve fare i conti con l’impossibilità di finanziare una società che ha chiuso per tre anni di seguito in perdita, il limite di legge - secondo quanto dichiarato dall'assessore al Bilancio Marco Ferretti - non sussiste invece per l’ente fieristico.

    Che adesso sarà chiamato a valutare se procedere o meno con un aumento di capitale in Sogeap (di cui il Comune controlla il 5,91% del capitale sociale).

    A differenza dello scalo, la società guidata dall'amministratore delegato Antonio Cellie ha chiuso il 2016 con un risultato molto brillante: utile sopra i sette milioni di euro.

    Sullo sfondo resta da capire se davvero l’infrastruttura possa essere un asset fondamentale nel quadro di un piano industriale che punta sull’internazionalizzazione e a fare di Cibus un evento annuale.

    Da sottolineare inoltre che il cda di Fiere di Parma è in scadenza e un ruolo determinante nel definire i termini della partita l'avranno certamente i partner privati a cominciare da Cariparma (che ha acquistato le quote vendute da Comune e Provincia) e Unione parmense degli industriali.

    (articolo continua ma cambia tema principale...)
    http://parma.repubblica.it/cronaca/2...rto-182379272/

  10. #185
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Aeroporto di Parma, Pd come Pizzarotti: "Va salvato, grandi opportunità"

    L'intervento del segretario provinciale Cesari: "Perso lo scalo non resterebbe che una stazione ferroviaria di media importanza"

    Le potenzialità dell'aeroporto di Parma sono alte. Purtroppo, si rischia la chiusura proprio alla vigilia della possibile apertura di importanti opportunità. Bisogna fare ogni ulteriore sforzo per evitare questo evento e per trovare uno sbocco non di sopravvivenza, ma di consolidamento dello scalo".

    Lo scrive il segretario provinciale del Pd Nicola Cesari a pochi giorni dall'assemblea che il 27 dicembre dovrà decidere il futuro dello scalo parmigiano.

    Per il sindaco di Sorbolo, paese alle prese con il post esondazione dell'Enza e soprattutto con gravi problemi viabilistici legati alla chiusura del ponte sul Po che collega Colorno a Casalmaggiore, ricorda che "quattro anni fa, uno sforzo corale del presidente della Sogeap, delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei parlamentari portò a salvare l’aeroporto, già in gravissima condizione, ottenendo la concessione ventennale e la riclassificazione come scalo nazionale".

    Tuttavia, in questi quattro anni, "non si è realizzata, nonostante gli sforzi di tutti, la condizione per il suo rilancio: l’acquisto da parte di Bologna o di Milano non è andato in porto; la parziale conversione a cargo nemmeno, anche se l’ipotesi rimane in piedi; l’equilibrio di bilancio non è stato raggiunto".

    Nel frattempo, è giunto il finanziamento regionale di 12 milioni di euro per l’allungamento della pista; "la situazione degli aeroporti di Linate e Bologna e di Orio al Serio è sempre più di saturazione, cosicché lo scalo di Parma appare un naturale sbocco per la necessaria implementazione della rete aeroportuale".

    A cui va aggiunta l'ipotesi di un finanziamento da parte delle Fiere di Parmadopo che il Comune di Parma aveva ceduto una parte delle azioni detenute nell'expo di Baganzola.

    Per questo Cesari, così come il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ritiene che "ragioni di equilibrio tra le aree dell’Emilia-Romagna, motivi di sviluppo e di potenziamento dell’Emilia occidentale, evidenti esigenze di sviluppare un polo logistico tra Mediopadana, Cepim e Aeroporto di Parma rendono sempre più chiaro che le potenzialità del Verdi" sono alte".

    E proprio come il primo cittadino lancia un appelloal sistema Parma: "La ragione è politica e socio-economica. Perso l’aeroporto, a Parma non resterebbe che una stazione ferroviaria di media importanza" seppur costata - va ricordato - decine di milioni di euro e tuttora priva dell'interconnessione con l'ata velocità.

    L'appello del comitato No - Cargo

    Peraltro e in aggiunta, se la prospettiva della Tibre autostradale dovesse svanire, al momento è finanziato solo il primo tronco che termina nella campagna di Trecasali, e dovesse andare in porto il collegamento tra il primo stralcio della Tibre e la Cispadana "(ri)subiremmo, sul piano viabilistico, lo stesso effetto della localizzazione della Mediopadana a Reggio Emilia: una irreversibile marginalità trasportistica e logistica a dispetto della naturale centralità di Parma, che sarebbe definitivamente suggellata proprio con la realizzazione del collegamento Tirreno-Brennero. E la suddetta marginalità trasportistica e logistica sarebbe destinata a pesare assai sul ruolo politico e socio-economico di Parma e provincia e a costituire un altro duro colpo alla opportunità del suo rilancio".

    Cesari chiede dunque unità d'intenti all'economia, alle istituzioni e alla politica anche perché "le altre realtà vicine non sono ferme. Il Pd tutto è disponibile a fare la sua parte".
    Forse non proprio tutto, considerata la recente lettera di Nicola Dall'Olio sulle opere infrastrutturali locali. Pd che martedì in Consiglio comunale chiederà alla Giunta un aggiornamento della situazione.


    http://parma.repubblica.it/cronaca/2...ta_-184286783/

  11. #186
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    E alla fine arrivò l’aumento di capitale (forse...)

    http://parma.repubblica.it/cronaca/2...ale-186694137/

  12. #187
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura


  13. #188

    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Un po’ le stesse ambizioni di Brescia, e ultimamente anche di Comiso.

  14. #189

    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Quote Originariamente inviato da Renato Visualizza il messaggio
    Un po’ le stesse ambizioni di Brescia, e ultimamente anche di Comiso.
    Ogni tanto quando non sanno che dire lo propongono anche per Taranto

  15. #190
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    Predefinito Re: L'aeroporto di Parma rischia la chiusura

    Da PMF... ancora tanti dubbi e tanta incertezza.

    Aeroporto di Parma, avanti con Meinl in attesa dei soci locali

    A poco più di un mese dalla scadenza fissata per la ricapitalizzazione, l'unica vera certezza per la sopravvivenza dell'aeroporto Giuseppe Verdi è il sostegno del socio austriaco di maggioranza Meinl Bank che detiene il 52% delle quote di Sogeap.

    Il presidente del cda Guido Dalla Rosa Prati vede il bicchiere mezzo pieno: "Si tratta di un un segnale importante perché va nella direzione di procedere all'attuazione del piano industriale e mette anche gli altri soci nella condizione di procedere" al necessario finanziamento.

    La palla, dunque, è per l'ennesima volta nelle mani dei partner istituzionali Comune, Provincia e Camera di Commercio e soprattutto dell'imprenditoria parmigiana che tramite l'Unione Parmense Industriali e Parma Aeroporto controlla quasi il 29% delle quote della società di gestione.

    Rispetto all'audizione dei vertici in commissione consiliare lo scorso gennaio, la novità è in realtà una conferma: "Il socio austriaco ha confermato l'intenzione di andare avanti e di sostenere lo scalo, sperando poi di trovare delle soluzioni che consentano a tutti quanti gli azionisti di trovare un accordo. La scadenza di giugno per la ricapitalizzazione da parte dei soci è confermata. Va sottolineato che l'aeroporto non avrebbe potuto traguardare con serenità la data di giugno se non avesse avuto il sostegno finanziario di Meinl. Abbiamo incassato la liquidità per procedere e questo è determinante perchè in questo modo abbiamo scongiurato la discontinuità e proseguito nella strada del piano industriale. La nostra esigenza era questa" sottolinea il direttore di Sogeap Federico Wendler.

    "Cosa accadrà nel prossimo futuro? Chi detiene la maggioranza persegue nell'appoggio necessario a sviluppare il piano industriale. Se poi fossimo fortunati e si arrivasse al punto che anche tutti gli altri soci decidono di fare la loro parte sarebbe ottimale. Al momento registriamo il solito impegno dell'azionista principale".

    Sono i vari attori coinvolti nella governance a poter determinare la modalità attraverso le quali intendono affiancare il progetto. Il Comune, ad esempio, ha parlato di interventi infrastrutturali a supporto dell'allungamento della pista. "Ora si si tratta di capire, da qui a giugno, quali equilibri saranno raggiunti. L'augurio, ma non ci metto il cuore sopra, è che si decida unitariamente di far nascere qualcosa di molto bello in un territorio che ha grandi potenzialità".

    Wendler, infatti, ribadisce la portata strategica del piano di rilancio che intende mettere a frutto la posizione baricentrica del Verdi: "Lo scalo di Parma, dal punto di vista geografico, è uno di quelli meglio posizionati in tutto il nord Italia". Prospettive ripetute da anni che tuttavia faticano a concretizzarsi.

    Anche se la prospettiva negli ultimi due anni è mutata come evidenziato dalla scelta di abbandonare la strada dei vli a basso costo e svoltare sul traffico merci grazie all'allungamento della pista.


    "Questa è la vera novità, perchè permette di lasciare il mercato dei vettori low cost, settore che sostanzialmente punisce gli aeroporti piccoli, e consente di partecipare effettivamente in mercati che non hanno le genesi negative che possono avere rotte low cost che, per funzionare, necessitano dell'intervento delle istituzioni"; in altre parole di fondi pubblici.

    "Il traffico merci - aggiunge Wendler - attira anche passeggeri perchè molti aerei sono misti e l'Italia non ha un aeroporto cargo. Il Cipe, inoltre, ha deliberato il finanziamento della pista sulla base dei regionali. Ricordo, a questo proposito, che lo sforzo della Regione è stato notevole e significare che Bologna crede nel piano industriale".

    Tutto fermo, dunque, sul fronte dei collegamenti estivi. Saranno attivi, a meno di cambi dell'ultimo momento, solo Cagliari e Chisinau. Per quanto riguarda Trapani, l'assenza della rotta dipende da difficoltà riscontrate in Sicilia. "Stiamo facendo un grosso investimento in termini di dedizione al vero piano industriale che per noi è l'obiettivo primario. Deconcentrare le risorse su aspetti che potrebbero diventare un costo non sarebbe positivo".

    Al momento, aggiunge il direttore, Sogeap sta predisponendo la parte tecnica edi studio propedeutica alla preparazione della gara d'appalto per l'allungamento della pista e i miglioramenti dell'aerostazione: "Avanziamo rapidamente e con tutti i nulla osta di Enac".

    Un progetto su cui si è concentrata anche l'attenzione di Legambiente: "Anche gli aeroplani, dopo i camion, stanno per diventare ibridi. Ritengo che il problema sollevato dagli ambientalisti vada affrontato nell'ottica di essere veramente attenti alla salute dei cittadini ma nel rispetto di quello che sta succedendo nella filiera dal punto di vista dell'ecologia. Ciò a cui assistiamo oggi, infatti, non è quello che vedremo fra 10 o 20 anni. C'è un indirizzo preciso, e lo vediamo anche nelle vetture, che va sempre più verso l'ibrido e il trasporto a inquinamento zero. Credo questo sia l'elemento nuovo di cui si dovrebbe tenere conto anche da parte di chi redige lo studio d'impatto ambientale. Stiamo andando verso una situazione in cui l'inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto sarà sempre più ridotto e questo credo dovrebbe tranquillizzare". (francesco nani)

    http://parma.repubblica.it/cronaca/2...ale-195395165/

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