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Discussione: [TR] Un’estate al Mare.

  1. #26

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Bellissimo

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  2. #27
    Moderatore L'avatar di londonfog
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    @13900

    Siamo in tre. L'idea delle navi nella sabbia mi ha sempre afffascinato. Siccome ho un po' piu' anni di te e venexiano, ricordo i primi articoli che parlavano della 'riduzione' del 'Lago d'Aral' (nell'atlante italiano che avevo da bambino Aral era un lago, il Caspio e Azov erano mari. Mai capito perche'). Non ci sono ancora andato perche' alla mia tenera eta' voglio viaggiare comodo.

  3. #28
    Socio 2015 L'avatar di flyboy
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Non ci sono più le mezze stagioni: 13900 che viaggia in treno in prima classe proprio non si può vedere.

    Domanda: come hai fatto a capire quando dovevi scendere?
    Io anni fa in situazione analoga non dormii quasi nel terrore di saltare la fermata, pur avendo dialogato a gesti con il capotreno, che mi verrà a bussare 15 minuti prima dell'arrivo.
    Ad ogni stazione stesse scene che descrivi lucidamente tu, con le più improbabili persone che armeggiano in ogni maniera per sbrigare i propri affari nell'ecosistema che ruota attorno ad un treno.

    Gran bella storia quella del Mar d’Aral. Di quelle che vanno raccontate. Che andrebbero fatte studiare nelle scuole. Che andrebbero discusse per riflettere sugli errori che la specie umana non deve ripetere.

    Gran bel TR!

  4. #29

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    @13900

    Siamo in tre. L'idea delle navi nella sabbia mi ha sempre afffascinato. Siccome ho un po' piu' anni di te e venexiano, ricordo i primi articoli che parlavano della 'riduzione' del 'Lago d'Aral' (nell'atlante italiano che avevo da bambino Aral era un lago, il Caspio e Azov erano mari. Mai capito perche'). Non ci sono ancora andato perche' alla mia tenera eta' voglio viaggiare comodo.
    Credo sia mare perché é salato!

    Quote Originariamente inviato da aamilan Visualizza il messaggio
    Bellissimo

    Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
    Grazie

    Quote Originariamente inviato da flyboy Visualizza il messaggio
    Non ci sono più le mezze stagioni: 13900 che viaggia in treno in prima classe proprio non si può vedere.
    Non ti preoccupare, il servizio normale verrà ripristinato quanto prima...

    Quote Originariamente inviato da flyboy Visualizza il messaggio
    Domanda: come hai fatto a capire quando dovevi scendere?
    Io anni fa in situazione analoga non dormii quasi nel terrore di saltare la fermata, pur avendo dialogato a gesti con il capotreno, che mi verrà a bussare 15 minuti prima dell'arrivo.
    Ad ogni stazione stesse scene che descrivi lucidamente tu, con le più improbabili persone che armeggiano in ogni maniera per sbrigare i propri affari nell'ecosistema che ruota attorno ad un treno.
    Sui treni kazaki sono efficienti all'inverosimile; ogni carrozza ha un attendente che viene a svegliarti con un certo anticipo, in modo più o meno brusco.

    Quote Originariamente inviato da flyboy Visualizza il messaggio
    Gran bella storia quella del Mar d’Aral. Di quelle che vanno raccontate. Che andrebbero fatte studiare nelle scuole. Che andrebbero discusse per riflettere sugli errori che la specie umana non deve ripetere.

    Gran bel TR!
    Amen. E grazie!
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  5. #30
    Member L'avatar di AlicorporateUK
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    Racconto, foto, posti, esperienze... Sempre un piacere leggere i tuoi TR - grazie per l'appassionata condivisione.

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    C’è tutto un ecosistema di viaggiatori, guardiani, poliziotti, soldati, attendenti alle carrozze, bagarini, donnine che vendono cibo
    Questa mi ha fatto particolarmente sorridere, ricordandomi un po' le [svariate] passate esperienze sui treni notturni qui in Polonia, le 10-più ore tra Wałbrzych e Varsavia tra procacciatori d'affari (vodka/birra a prezzi diciamo abbordabili ma di provenienza sconosciuta), denso fumo di sigaretta dai bagni e la sicurezza (le casacche giallo fosforescente della Straż Ochrony Kolei) a supervisione del tutto 😊

    Again, many thanks.

    G

  6. #31
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da Siligio Visualizza il messaggio
    Sull'aeroporto più piccolo al mondo, aspetta a dirlo, in arrivo un TR con passaggio all'aeroporto di Radom. Nella giornata di maggiore movimentazione hanno DUE voli in un giorno.
    Nulla di strano, in Polonia c'è anche Olsztyn-Mazury (1/max 2 voli) e Bydgoszcz con STN e FRA 😊

    G

  7. #32

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Eravamo rimasti alle navi. Io ero convinto, o almeno così giuravano e spergiuravano nei vari fora tipo Caravanistan, che non ci fossero più navi.

    Invece, ecco la prima.



    Serik mi lascia farci un giro intorno, e l’occasione è ghiotta anche per andare sulla spiaggia, a vedere il lago in sé. E’ la fine della stagione secca, per cui la riva è scesa di qualche centimetro, lasciando una zona di fango incrostato di sale in cui, sostanzialmente, sprofondo. Tutt’intorno a me zampettano e pigolano decine di uccellini, che scappano in acqua al mio arrivo e continuano a lamentarsi finché non vado via. L’acqua è fredda al tocco.





    La mia esperienza nautica, anzi la mia esperienza di pescherecci, si limita a qualche puntata di Deadliest Catch su Discovery Channel, oppure l’immortale film con Clooney, La Tempesta Perfetta. Dall’alto di questo pinnacolo di conoscenza mi rendo conto che questa nave, o barca, o quel che è, non sembra proprio un peschereccio. Quelli sono alti e tozzi, questa è bassa e lunga. Lo dicevo che conveniva farmi studiare.

    Mosso da questa convinzione, torno da Serik e declamo che, per me, quella lì non è una barca da pesca. ”Infatti” mi dice sornione l’uomo, ”Era una petroliera, riforniva di benzina e diesel Vozrozhdeniya”.

    Voz, come diceva il buon Casa poc’anzi, era un’isoletta dove il governo sovietico creò una città, Kantubek, altrimenti conosciuta come Aralsk-7, dedicata alla sperimentazione e produzione di agenti patogeni per la guerra chimico-batteriologica. Insomma, un bel posticino. Negli anni tonnellate di peste, antrace, botulino, encefalite equina, vaiolo e brucellosi vennero sintetizzate e adattate ad usi bellici.

    L’isola era stata scelta in virtù della sua lontananza da centri abitati ma, in un classico caso di “mano sinistra che non sa quello che fa la destra”, ecco che la deviazione delle acque dei fiumi fa sì che Vozrozhdeniya diventi sempre più grande, fino a connettersi con la terra ferma nei tardi anni ’80.

    La penisola, o quello che è ora che l’Eastern Great Lake è sostanzialmente sparito, è ancora off-limits e l’accesso è proibito. Se contenga qualcosa non è dato sapere: una bonifica organizzata e gestita dagli Stati Uniti ha distrutto tonnellate di antrace, lasciate lì dai russi una volta evacuata l’intera baracca nel 1991, ma una troupe francese non troppo tempo fa aveva trovato laboratori abbandonati, distese di capsule di Petri e un sacco di apparecchiature.



    Abbandoniamo la petroliera ai suoi ricordi, e proseguiamo lungo la costa. Lo ripeto, una visione epica è quella della vita selvatica, meravigliosa. Poi, però, arriviamo a questo peschereccio.





    Cammino verso il relitto, calpestando fango e sale secchi, finché non sento un “crack” abbastanza forte. Sposto i piedi e mi rendo conto che ho appena schiacciato un cumulo di conchiglie. Mi guardo intorno, e ovunque, lungo la spiaggia, ci sono cumuli di conchiglie, a mucchi alti venti centimetri, fin dove l’occhio riesce a vedere. Se c’è bisogno di capire gli effetti del disastro di Aral, questo è un modo veramente efficace.





    Ritorno alla macchina, e dopo poco ecco un’altra barca.







    Lasciata quest’ultima, passiamo attraverso il paese di Zhalanash, quello dove una volta c’era un cimitero di navi, e ritorniamo attraverso la steppa verso Aralsk.





    Questa è un’immagine che vi propongo anche se, immagino, non vi dirà nulla. A sinistra si vede una piccola macchia grigia, che è Aralsk. A destra, le estreme propaggini del mare. Anche solo dieci anni fa, la sponda dell’acqua sarebbe stata a 75 km da Aralsk; ora è a venti, e quando la diga sarà alzata di sei metri, arriverà ad Aralsk vera e propria.



    Continua! Una città da Sergio Leone, dodici ore in terza classe, Aktobe e il ritorno.
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  8. #33

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da AlicorporateUK Visualizza il messaggio
    Racconto, foto, posti, esperienze... Sempre un piacere leggere i tuoi TR - grazie per l'appassionata condivisione.



    Questa mi ha fatto particolarmente sorridere, ricordandomi un po' le [svariate] passate esperienze sui treni notturni qui in Polonia, le 10-più ore tra Wałbrzych e Varsavia tra procacciatori d'affari (vodka/birra a prezzi diciamo abbordabili ma di provenienza sconosciuta), denso fumo di sigaretta dai bagni e la sicurezza (le casacche giallo fosforescente della Straż Ochrony Kolei) a supervisione del tutto ��

    Again, many thanks.

    G
    Ciao G! Ecco, l'alcol - invece - brillava per la sua assenza in Kazakhstan, o almeno sui treni. E grazie per leggere.
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  9. #34
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Viaggio, foto e racconto fantastiche. Anche questo e' degno di DanielW (a parte la mancanza dei racconti dei percorsi di jogging la mattina quando ti alzi! )

    E hai fatto tutto allungando di un po' August Bank Holiday weekend (intraducibile in Italiano). Alla faccia di quelli che sono andati a Ibiza o Agia Napa! Chapeau!

  10. #35

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Serik mi scarica in città, consiglia un paio di ristoranti [i]”Quelli più puliti”[/i} (cucina non pervenuta) e sono di nuovo da solo. Intorno a me sembra la cittadina di un film di Sergio Leone, col vecchio che prepara le casse. Di nuovo fa un caldo incredibile, e sto iniziando a sentire la mancanza di sonno.



    M’infilo in un parchetto, dove rimangono alcune barche, conservate a mo’ di monumento, e da cui si ha una vista abbastanza buona dell’area del porto. Serik mi diceva che il porto in sé è stato chiuso con barriere di cemento dopo che qualche turista ha pensato bene di cadere dalle gru. Sempre così.



    Comunque, l’immagine sbalorditiva è questa. Mai visto un porto in secca, mai e poi mai. Questo è grosso, all’incirca, come il Porto vecchio di Genova.





    Torno in strada, e vado al primo ristorante consigliatomi. Di nuovo, scena da western. Apro la porta, in rigoroso metallo, e tutti gli avventori – tutti e sette – si girano a guardarmi e rimangono a fissarmi mentre ordino, mangio, bevo, pago, rutto e me ne vado.

    Fatto ciò, esco e completo il giro della cittadina, sicuro di trovarmi in mezzo a un mexican standoff a ogni momento. Qui son tutti duri, e devono per forza esserlo, immagino.









    Ritorno in stazione, che è anche l’unico posto ventilato che mi riesce di trovare, e mi siedo a buttare giù un po’ di note per il mio bloggino; nel frattempo passano due uomini e una vacca, e fotografo il famoso mosaico di Lenin, con l’aiuto di un inserviente che mi suggerisce dove piazzarmi per beccarlo tutto.





    Fuori, torpedone dalla Francia (a quanto pare in Kazakhstan occidentale hanno una fissa per i bus usati transalpini, ho visto un paio di corriere con ancora i loghi della società di trasporti regionali dell’Aisne).



    La sera scende veloce, mangio all’altro locale consigliatomi, evidentemente punto di ritrovo dei pregiudicati locali, e poi torno all’Altair davanti al quale i ragazzini del posto stanno facendo festaccia, sotto forma di una Lada con sound system che manco a Croydon e la peggio hardbass. Alle 4 di notte, quando esco per prendere il treno, saranno ancora lì.
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  11. #36

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    In stazione aspetto nuovamente il treno 33, stavolta per andare ad Aktobe. Rassicuro Flyboy: sono di nuovo in terza, dove è logico che io stia e, sinceramente, tutta ‘sta differenza tra prima e terza non l’ho vista; solo ci sono 6 letti invece che due.

    Comunque sia, ho messo via le Salomon e sono in ciabatte, dato che ciabatte-brache-canotta è il dress code del treno. La stazione ha due binari con piattaforma, e una sfilza di altri binari per smistamento e affari vari. Passano due merci e altre cose e, alla fine, ecco che sento l’altoparlante dire una sfilza di parole tra cui “Aktobe”. Bene, ci siamo.

    Arriva il treno, ululante nella notte, e… si ferma al quarto binario. Per capirci: binario 1 e 2 hanno una comoda piattaforma. Il 4° è in mezzo ai fasci di altri binari. E il treno s’è fermato lì. Tutti sciabattano nella notte, moccoli e bestemmie, per andare a trovare la carrozza giusta. Salto su e giù tra i binari finché non trovo la carrozza 15, rifilo il mio biglietto alla matrona in capo alla cabina, la quale mi fa un segno a V tipo Churchill o Arafat. Letto 2.

    Bene, se non fosse che il letto è pieno. I due superiori sono pieni di mercanzie varie – ho imparato che l’excess baggage sui treni kazaki è da record – i due in mezzo ospitano una madre con bambino e un tizio, i due sotto una ragazzina e un uomo, tutti beatamente ronfanti. Ritrovo la matrona, le faccio capire il problema e lei, senza un problema al mondo, mi dà un pacco contenente asciugamano lenzuolo copricuscino e poi procede ad agguantare il piede dell’uomo in cuccetta 2 e lo scuote finché temo che non gli staccherà una gamba. Il buon uomo si alza, beve mezza bottiglia di Coca Zero, fa un rutto da tremare, saluta e scende alla stazione successiva.

    Ecco la mia elegantissima cuccetta.


    Fuori, 12 ore cosí. Se devo essere sincero, il treno in terza m’è piaciuto, e l’arrivo – ancora una volta a un binario, diciamo, remoto – è più veloce di quanto non pensassi.







    Aktobe si rivela essere moderna, multietnica – il 30% è russo – e di sicuro più aspirante ad essere una mini-Astana di Kyzyl-Orda. Dopo 4 giorni di piccole cittadine, semideserto e arretratezza è bello essere in un posto un pochino più “normale”, e lo dico sapendo di sembrare il cugino cretino di Attenborough. Unico difetto, non trovo niente di quanto m’ero prefissato di trovare e dopo tre ore a camminare sotto 38C decido di mandare tutto in mona e tornare in hotel.











    Arriva lunedì, ritorno. Il volo è alle 10, ho chiesto un taxi alle 7.45. In tutte le città centroasiatiche che ho visitato mi sono premurato di controllare dov’era l’aeroporto – metti che puoi andarci a piedi – ma non ad Aktobe. Ovviamente, il taxi non c’è. Ovviamente, alla reception non c’è nessuno. Chiamo il numero delle emergenze, sento il telefono suonare al piano superiore, ma riattaccano ogni volta. Sono le 7.45, non mi va di litigare, esco. Nice Hotel, se siete ad Aktobe trovatene un altro.

    Ovviamente, di taxi in giro non ce n’è. In quel momento mi ritorna in mente una visione di Almaty, e di persone che facevano cenni alle auto per farsi portare in giro. Mi sovviene pure che questi ‘taxi’ informali sono normali nell’ex URSS. Mi viene il dubbio che quelle donnine che facevano gesti alle auto, nelle nevose notti di Almaty, potessero in effetti essere bottanazze, ma il momento è critico. Inizio a gesticolare alle auto e la terza a cui faccio ciao-ciao si ferma. Dentro un donnone russo e un uomo con berretto alla Ian Brown degli Stone Roses e camicia hawaiiana. Eccolo.



    In un amen sono in aeroporto, e subito l’atmosfera rilassata dell’Aktobe International mi copre come un duvet Frette della Magnifica. Un salto in laaaaaung per una bottigliata di Borjomi:





    Ed è ora di andare airside.



    Ho un’oretta di connessione, poca roba, per cui chiedo e ottengo di piazzarmi in uscita di emergenza, che Air Astana sembra lasciare sempre libere. Il 757 ha i vecchi interni – ma come, non avevano riconfigurato tutta la flotta? – e il dubbio mi attanaglia mentre voliamo sopra la steppa. Mi sono guardato tutti i miei film e serie TV in treno, sicuro del fatto che avrei avuto l’IFE al ritorno… E se?



    Meglio non pensarci. Uno sguardo alla bisnis:



    E un altro panino caldo con birrazza da 0.5 di oscura marca kazaka, non buona come la Efes, ma comunque bevibile.



    Arriviamo, sono il terzo a scendere, mi fiondo fuori dal Terminal 1, dentro il Terminal 2, sorpasso la coda di gente al primo controllo, e all’immigrazione sono praticamente da solo. Connessione in venti minuti.

    Ecco il nuovo T2 di Astana, bello ma secondo me già parecchio piccolo.





    Ed ecco il nostro ferro.



    A bordo, terremoto e tragggedia. Gli interni sono quelli vecchi. Tu quoque, Air Astana? Giorni passati a sperticarmi in lodi, a magnificarti, e ora questo?





    Ad attutire il colpo c’è il fatto che il volo è mezzo pieno, con una fila tutta per me, e ho ancora il libro di Michael Collins, Carrying the Fire, da leggere.

    Push-back in orario, e partiamo da un’Astana abbastanza temporalesca. La cupola dorata è quella dei voli di Stato.









    Una volta in aria, mentre la campagna kazaka scorre lenta sotto di noi, inizia il servizio.



    Se l’aereo è un po’ un ‘letdown’, l’equipaggio è veramente meglio. Passano col primo giro di drinks, e notando il bottiglione di vodka “President”, ardisco un vodka e succo alla mela, accoppiata insegnatami da un plotone di Erasmus lituani. Attimo di panico tra le AAVV, e poi si risolve così, una dose alla Gérard Depardieu.



    Poco dopo è l’ora del rancio.





    Leggo per un bel po’, e solo l’arrivo di uno snack mi riporta alla realtà del volo. Sotto di noi scorrono le isole della Danimarca.





    Infine arriva il momento di atterrare, con un bel giro su Londra che vi propino qui.





    La City e il Barbican, brutto pure dall’alto.





    North London. Una zona della città la cui utilità mi sfugge, ma immagino abbia i suoi scopi.



    Il British Museum, Centre Point e la nuova sede di Google vicino a Seven Dials.



    Buckingham Palace e Green Park.



    Knightsbridge coi suoi musei, i suoi negozi di lusso e i suoi milionari kuwaitiani.



    Gasa Andonio Gonde qui sotto.



    Hammersmith e l’ospedale Charing Cross, che da tempo immemore il governo (ladro) vuol chiudere perché dopotutto se t’infarti a Fulham arrivare al Royal Free Hospital o al Middlesex è un attimo (sempre che ci sia un’ambulanza, o i vigili del fuoco dato che in centro a Londra han chiuso quasi tutte le centrali).



    Dal basso all’alto, Hammersmith, Shepherd’s Bush, Holland Park, Maida Vale e Notting Hill, più il centro commerciale Westfield. Il valore delle proprietà in questa zona sarà equivalente al PIL della Lombardia. Ciononostante 80 cristiani sono riusciti a morire bruciati a Greenfell, a destra di quel gruppo di 5 case popolari. Non so se si è sentito qualcosa in Italia, ma una storia del genere – e la risposta del governo – è dickensiana. Qui un breve sunto casomai vogliate rovinarvi la giornata.



    E infine, il mio “stomping ground”. Chiswick e Acton.







    That’s all bifolks! Grazie per leggere.
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  12. #37
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    E hai fatto tutto allungando di un po' August Bank Holiday weekend (intraducibile in Italiano).
    Ferragosto, tipo?

    p.s. bellissimo report.
    e io che me sento un eroe perché trascorro le ferie a Torvajanica... (i tempi di percorrenza della Pontina sono comunque simili.
    Sempre 12/13ore ci vogliono)

  13. #38
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da vipero Visualizza il messaggio
    Ferragosto, tipo?

    p.s. bellissimo report.
    e io che me sento un eroe perché trascorro le ferie a Torvajanica... (i tempi di percorrenza della Pontina sono comunque simili.
    Sempre 12/13ore ci vogliono)
    Nel Regno Unito e' festa l'ultimo Lunedi' d'Agosto. Praticamente ferragosto ma data variabile

  14. #39
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    ...

    That’s all bifolks! Grazie per leggere.
    Rimango del parere che sia 'quasi' degno di un TR di DanielW. Per togliere il quasi devi includere nella narrazione quante volte sei andato a fare jogging la mattina!

  15. #40
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Ogni volta che vedo in foto una città ex-sovietica, penso sempre: "caspita, loro sì che sanno cos'è l'austerità".

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    North London. Una zona della città la cui utilità mi sfugge, ma immagino abbia i suoi scopi.
    Sono morto!

    Ovviamente ho seguito il tuo racconto con bramosia, ottima scrittura! Comunque, anche a me il lago/mare d'Aral mi è rimasto molto impresso da quando lo studiai alle media (secondo me siamo della stessa generazione).
    Ultima modifica di Casa; 15th September 2017 a 01: 52

  16. #41

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    13900 for president!!!

  17. #42

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Un altro TR affascinante, meglio di un reportage del National Geographic. Grazie per averlo condiviso.

  18. #43

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Grandissimo racconto, e che figata di viaggio, grazie!

  19. #44
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Il dress code sul treno è formidabile...Grazie bellissimo

  20. #45

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    Viaggio, foto e racconto fantastiche. Anche questo e' degno di DanielW (a parte la mancanza dei racconti dei percorsi di jogging la mattina quando ti alzi! )

    E hai fatto tutto allungando di un po' August Bank Holiday weekend (intraducibile in Italiano). Alla faccia di quelli che sono andati a Ibiza o Agia Napa! Chapeau!
    Grazie Silvano! Devo ammettere che martedì al lavoro ero poco produttivo persino per la mia media... però era da farsi.

    Quote Originariamente inviato da vipero Visualizza il messaggio
    Ferragosto, tipo?

    p.s. bellissimo report.
    e io che me sento un eroe perché trascorro le ferie a Torvajanica... (i tempi di percorrenza della Pontina sono comunque simili.
    Sempre 12/13ore ci vogliono)
    E' comunque eroismo. Grazie per leggere!

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    Rimango del parere che sia 'quasi' degno di un TR di DanielW. Per togliere il quasi devi includere nella narrazione quante volte sei andato a fare jogging la mattina!
    Niente jogging la mattina, spiacente!

    Quote Originariamente inviato da Casa Visualizza il messaggio
    Ogni volta che vedo in foto una città ex-sovietica, penso sempre: "caspita, loro sì che sanno cos'è l'austerità".

    Ovviamente ho seguito il tuo racconto con bramosia, ottima scrittura! Comunque, anche a me il lago/mare d'Aral mi è rimasto molto impresso da quando lo studiai alle media (secondo me siamo della stessa generazione).
    Penso di si! e grazie per leggere...

    Quote Originariamente inviato da borabora Visualizza il messaggio
    13900 for president!!!
    Troppo gentile

    Quote Originariamente inviato da edag75 Visualizza il messaggio
    Un altro TR affascinante, meglio di un reportage del National Geographic. Grazie per averlo condiviso.
    Grazie! tra l'altro ho provato a piazzare qualcosa all'NG, che mi ha ovviamente risposto ciupa.

    Quote Originariamente inviato da setIRSposition Visualizza il messaggio
    Grandissimo racconto, e che figata di viaggio, grazie!
    Grazie N!

    Quote Originariamente inviato da rommel Visualizza il messaggio
    Il dress code sul treno è formidabile...Grazie bellissimo
    Sarebbe il mio dress code giornaliero se potessi... Grazie a te!
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  21. #46
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Veramente bellissimo.

    Sono anche io un appassionato della storia del lago. Frugando su youtube si trovano bei documentari (ne ricordo uno sulla storia di alcuni tagliatori di lamiere dei rottami navali, se lo ritrovo lo posto)

  22. #47
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Complimenti !!!! con grande invia ed interesse

  23. #48

    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Quote Originariamente inviato da I-DILA Visualizza il messaggio
    Veramente bellissimo.

    Sono anche io un appassionato della storia del lago. Frugando su youtube si trovano bei documentari (ne ricordo uno sulla storia di alcuni tagliatori di lamiere dei rottami navali, se lo ritrovo lo posto)
    Bravo, posta pure! E grazie per il commento

    Quote Originariamente inviato da alemaglia Visualizza il messaggio
    Complimenti !!!! con grande invia ed interesse
    Grazie, gentilissimo.
    Are we there yet? Stories from the road.

  24. #49
    Socio 2015 L'avatar di BHA 604
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    Bellissimo come al solito! Io ho visto le navi dall'altro lato del "mare" ma a Moynaq fa molto meno effetto.

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    In stazione aspetto nuovamente il treno 33, stavolta per andare ad Aktobe. Rassicuro Flyboy: sono di nuovo in terza, dove è logico che io stia e, sinceramente, tutta ‘sta differenza tra prima e terza non l’ho vista; solo ci sono 6 letti invece che due.
    Ah, non ci sono piú i treni di una volta, quelli con la vera terza classe con 54 letti

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    Esci la traduzione. Era la piazza principale di Kyzylorda...
    Te lo spiego via whatsapp...

    Loro han detto Lukoil... che ne saccio io.
    Che poi, molto probabilmente, non era nemmeno Lukoil ma una JV (visto dove stavi possibile che arrivassero da Kumkol). Ah, questa gente che non sa per chi lavora

    Seriamente, versione molto semplificata per quanto riguarda l'estrazione: Lukoil per la Russia, per il medio-oriente Lukoil International Services e per tutto il resto Lukoil Overseas (seguita dal nome della nazione/progetto).

  25. #50
    Moderatore L'avatar di I-DAVE
    Registrato dal
    Nov 2005
    residenza
    vicino al Soviet di Pirelligrad, dove chi critica è presentuoso
    Messaggi
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    Predefinito Re: [TR] Un’estate al Mare.

    'ccezziunale veramende Biella, davvero letto con piacere (anche se un po' in ritardo).

    Il mio collega kazako, ogni volta che lo sento al telefono, mi salutano con "Buon-giorno! Bella-vita!" che quasi senti anche il trattino. 30 anni e già due denti placcati d'oro, non fa mai una fava di quello che gli dico di fare, ma è simpatico abbastanza per non mandarcelo

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    Rimango del parere che sia 'quasi' degno di un TR di DanielW. Per togliere il quasi devi includere nella narrazione quante volte sei andato a fare jogging la mattina!
    E comparsi una 5D Mark IV con un grandangolo

    DaV

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