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Discussione: [TR] Transoxiana

  1. #1

    Predefinito [TR] Transoxiana

    Disclaimer

    Questo è un TR di quelli lunghi. A differenza degli ultimi postati in questo forum non ci sono lounges fighe, aeroporti di livello, lie-flat di grido, vini millesimati o piatti ricercati. Inoltre, va detto che la parte aviatoria è di gran lunga meno sviluppata di quella OT. Inoltre sarà, in tutto o in parte, un TR a quattro mani. Quindi roba da Odissea, o da Fratelli Karamazov, solo meglio.

    Se siete riusciti ad arrivare fin qui, quello che posso promettervi è che sarà un reportage ricco di storia, caproni e puzza dei suddetti, storia, calcio di un certo livello e palate di ignoranza.

    Ah, ultima avvertenza: è probabile la presenza di Dancrane.




    Antefatto

    Bene, sgomberato il campo dagli equivoci, iniziamo. Vi sarà giunta la voce, almeno visti i miei recenti TR, che m’ha preso lo sghiribizzo degli –Stan; il motivo è troppo lungo e noioso da spiegare, e dopotutto non siamo su www.forumpsichiatria.it; fattostà che, dopo Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tajkistan il passo successivo, ça va sans dire, deve giocoforza essere l’Uzbekistan, la terra al di là dell’Oxus di alessandrina memoria (di cui il nome classico della zona, quella Transoxiana che è anche il nome del TR; quanto a voi che avete letto qualcosa di sconcio in quell’incipit trans-, vergognatevi).

    Butto giù un itinerario di massima e, poi, come al solito, mi metto a cercare possibili compagni di viaggio. Ora, non so se sia io, o siano i posti, o forse una miscela dei due, ma il feedback è quantomeno negativo. ”Ho da fare”. “La mia religione me lo impedisce”. “Sono un possibile donatore di midollo, potrebbero chiamarmi in quei giorni lì”. “Ho già comprato su Amazon sei barili di Fink Brau per Pasquetta”, insomma tutti se la squagliano. Mi preparo ad un altro viaggio da solo, senonché, da WhatsApp, arriva il messaggio che non t’aspetti.

    Dancrane.

    ”Uzbekistan? Ci sto”.



    LHR-TAS. Il secondo volo peggiore della mia vita, o così pensavo.

    30 marzo, venerdì santo. Il tempo è quello delle grandi occasioni (NdR: le foto fatte col telefono saranno di dimensioni ridotte causa schifìo del sensore. Spero capirete). Ancora una volta si va al T4, che è una bolgia dantesca. Si vola Uzbekistan Airways, un volo che mi aspettavo praticamente vuoto… e invece.


    La tremenda realizzazione è che è il primo vero giorno delle vacanze pasquali, e che Uzbekistan ha una specie di hub per le connessioni per India – Amritsar, Delhi – e Pakistan – Lahore e via dicendo – insomma, senza scadere in bestialità, un terzo di Hounslow e Harrow è sul mio volo. Un altro terzo è qui per salutare i partenti.


    Uzbekistan non consente il check-in online su nessun volo, ma riesco comunque ad arraffare un posto corridoio. Il volo, purtroppo, è pieno. Airside è ancor più un casino, anche e soprattutto per il 380 Korean in ritardo di due ore. Anche il nostro volo ha un'ora di ritardo “causa arrivo tardivo dell’aereo”. Peccato che il volo sia atterrato spaccando il minuto. Uzbekistan, lo scoprirò poi, non è Air Astana. Proprio per niente.

    Comunque sia, al T4 hanno inventato un observation deck…


    …peccato sia messo in posizione infamissima.

    [center][/ center]

    Infine, un’ora dopo l'orario presunto di partenza, chiamano l’imbarco. Salgo a bordo del 767 ed ecco la sorpresona: niente IFE. Per sette ore di volo, sarà divertente.






    Malgrado l’assenza dell’intrattenimento, c’è lo scatolone in mezzo ai piedi. Unito al pitch da pigmeo (credo che sia persino più stretto del 319 BA, ‘sto affare porta quasi 270 passeggeri!), la panca in legno e gli allestimenti da commissariato STASI, sono contento di sapere che il marchese De Sade s’è dato al design di cabine d’aereo.


    L’atmosfera, però, è internazionale, sofisticata e rilassata. Le AAVV, eleganti nelle loro uniformi blu elettrico e grigio-bianco, sono tutte ex secondine del penitenziario femminile di Termez e trasudano gentilezza e voglia di fare. I concittadini diretti in India sono esaltati alla prospettiva del viaggio, come testimoniato dai cori di call bells per chiedere acqua, succhi di frutta, alcol e dai pianti dei loro bambini. Intorno a me stanno otto uzbeki, tutti addetti alle dogane di ritorno da una conferenza a Londra. Una volta sciolto il ghiaccio scoprirò che almeno tre di loro, putacaso quelli seduti di fianco e davanti a me, sono anche olimpionici di flatulenza e spüsa de cavron [cit.]. Rassicurato da questo ambiente soave e raffinato, mi sistemo per un volo di tutto relax.

    Una volta in aria ecco il pluristellato servizio Uzbekistan. Prima un passaggio di bevande con incluse vodka, vino dall’aria quantomeno questionabile e analcolici, ma zero birra. I Punjabi la prendono malissimo. Sistemati i liquidi, ecco il rancio, consegnato in una pratica ed elegante scatola richiudibile di plastica. Euro Salmon per me:






    Tutto sommato direi che si mangia meglio al carcere minorile di Feltham, dalle cui cucine forse proviene tutto questo ben di Dio; fattostà che, in un modo o nell’altro, qualcosa si mangia. Liberati i vuoti le luci vengono impostate sul settaggio “camera del waterboarding”; sarà la stanchezza, sarà il fatto di respirare una miscela di azoto e metano, tant’è che mi addormento e mi sveglio solo per la consegna della colazione.

    Il pasto più importante della giornata è costituito da un caffè fangoso e una di quelle girelle “Delice de France” popolare in tutti quei mini-market che, assieme alle ricevitorie Paddy Power e al chiosco per i taxi costituiscono il gradino più basso della catena alimentare della High Street inglese. Tracanno il caffè, me ne pento e lascio la girella al vicino, che la guardava con occhi cupidi. Segue atterraggio e attracchiamo a ciò che gli ammerigani chiamano “finger” ma che dovrebbe chiamarsi “jetway”. Ecco qui il nostro ferro.


    Complici i miei nuovi amici lo sdoganamento è rapido ed indolore e, una volta fuori, mi attende un bel sole, un’arietta fresca ma, soprattutto, una colonna portante – i maligni direbbero cariatide, ma io non sono uno di loro – di questo forum.

    Dancrane.

    Continua!
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  2. #2

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Sento puzza di memorabilità. Anche di comunismo, ma principalmente di memorabilità.
    Un moteur d'auto dans le ventre et un d'avion dans le coeur

  3. #3
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da aless Visualizza il messaggio
    Sento puzza di memorabilità. Anche di comunismo, ma principalmente di memorabilità.
    Concordo, aspetto il seguito

  4. #4
    Senior Member L'avatar di AlicorporateUK
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Prospettandosi l'ennesimo epico TR, non ci resta che attendere il resto (con un grazie in anticipo)

    G

  5. #5
    Moderatore L'avatar di BGW
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da 13900 Visualizza il messaggio
    Dancrane.

    ”Uzbekistan? Ci sto”.
    Molti qui l'avrebbero interpretata come una minaccia!
    Avanti che abbiamo i pop corn pronti!
    London Heathrow is a state of mind

  6. #6
    Moderatore L'avatar di londonfog
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Epico, con momenti degni di un vero film dell'orrore. Mi hai fatto passare la voglia di volare Uzbekistan Airways

  7. #7

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Non vedo l’ora di leggere il seguito!
    Curiosa la mania di visitare gli -Stan..

  8. #8

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    È un terno all'otto (Cit.)


  9. #9

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da aless Visualizza il messaggio
    Sento puzza di memorabilità. Anche di comunismo, ma principalmente di memorabilità.
    Soprattutto puzza.

    Quote Originariamente inviato da EI-DSV Visualizza il messaggio
    Concordo, aspetto il seguito
    Tocca a Dancrane, per cui scrivete a lui!

    Quote Originariamente inviato da AlicorporateUK Visualizza il messaggio
    Prospettandosi l'ennesimo epico TR, non ci resta che attendere il resto (con un grazie in anticipo)

    G
    Prego!

    Quote Originariamente inviato da BGW Visualizza il messaggio
    Molti qui l'avrebbero interpretata come una minaccia!
    Avanti che abbiamo i pop corn pronti!
    Vero, ma purtroppo la disperazione porta (anche) a questo.

    Quote Originariamente inviato da londonfog Visualizza il messaggio
    Epico, con momenti degni di un vero film dell'orrore. Mi hai fatto passare la voglia di volare Uzbekistan Airways
    Silvà, meglio evitarla!

    Quote Originariamente inviato da Stikhertz Visualizza il messaggio
    Non vedo l’ora di leggere il seguito!
    Curiosa la mania di visitare gli -Stan..
    Gli Stan sono epici!

    Quote Originariamente inviato da Edoardo Visualizza il messaggio
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  10. #10
    Moderatore L'avatar di Dancrane
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Sul bus per Malpensa (chè, se deve essere il viaggio della speranza, è bene che lo sia dall'inizio), la cricca di autista e bigliettaio chiede se qualcuno debba scendere al T2: una non meglio identificata passeggera alza timidamente la mano. Arrivati al T2, all'autista urlante "Terminal tú!, madám, terminal tù!", la sciura fa sapere che scenderà al T1. L'eleganza del cocchiere, urlante ai 32 passeggeri "Ma come cazzo 'sta messa questa qua?" fa intuire che la laurea ad Oxford alla fine non l'ha presa.

    Al check in non c'è nessuno, e chiedo all'addetta se fosse possibile avere un posto finestrino su una fila libera: mi dice che il volo è abbastanza vuoto (107 su 194, per gli amanti del LF), ed i due posti accanto rimarranno effettivamente vuoti, dandomi modo di potere dormire "comodamente" sdraiato sui tre sedili del mio 757. Passati abbastanza fluidamente i controlli di sicurezza, vado al mio Gate per scoprire che il volo è in ritardo. Dalla torre mi faranno sapere che il mezzo è in circling sopra Saronno, e personalmente mi auguro che i vari tutorials siano stati seguiti dal pilota.

    Atterrato finalmente l'avione, sbarcati i passeggeri e rifornito il mezzo, finalmente si imbarca con oltre un'ora di ritardo, dando modo alle diverse comitive italiane di astanti turisti, ed ai pochi passeggeri uzbeki ed indiani di prendere posto sul mezzo.






    A bordo, riesco appena a fare la prima foto alla mia umile dimora per le successive 8 ore, ed al welcome drink





    prima di ricevere il primo cazziatone da parte dell'assistente di volo, la simpatia della quale è pari a quella delle colleghe sul volo del socio, perché è vietato fotografare! Realizzo che sarà un volo impegnativo...

    Riusciamo comunque a sbloccare ed a dirigerci in testata pista per il decollo. Dopo qualche scossone, e presa un po' di quota, attacca il servizio. A differenza del volo da Londra, a noi viene servito l'aperitivo e, sorpresa!, le noccioline!



    Scofano il tutto, senza sapere che la bevanda doveva essere gelosamente custodita perché non ne avrebbero servita altra durante la cena...

    Cena che arriva poco dopo, nell'elegantissima confezione di plastica modello pollo di gomma fantozziano alla fermata del treno.



    Opto per la pasta e la scelta, devo dire, si dimostrerà azzeccata, con degli gnocchi che spazzolo senza ritegno, buoni e più che dignitosi per essere un pasto aereo. Discutibile il pesce affumicato (che tornerà sostanzialmente indenne indietro), discreta la verdura e l'insalata, nella norma il dolce ed il corollario di prelibatezze solite







    Il mezzo è datato, e si vede che ne ha passate di tutti i colori. Sedili completamente sfondati, con l'anima in metallo rigorosamente ad altezza reni, schermi a discesa che trasmetteranno film d'avanguardia e mai un minuto di mappa del tragitto, ed in generale un'aria da fine della guerra l'altro ieri. Ma essendo vietato fotografare...








    La maniglia del cesso alla quale reggersi in caso di turbolenza ti fa preferire la morte certa ad una dolorosa sofferenza infettiva sicura in caso di sopravvivenza







    Essendo vietato fare fotografie, decido di ronfare per un po, sino all'arrivo a... no, non Tashkent, come potete immaginare, ma ad Urgench, scalo coterminalizzato del volo da/per MXP. Nel quale, peraltro, scendono in parecchi





    L'aerodromo sarà anche internazionale, ma più di un velivolo nella piazzola non ci sta, a giudicare dalle dimensioni. In ogni caso, si scaricano i bagagli, e si comincia ad avere un'idea delle infrastrutture



    Un doveroso e sentito ossequio ai torristi



    ed ai tutori della sicurezza, presenti in forze lungo tutto il perimetro (e sará così in tutti gli aeroporti visitati nel corso del viaggio)



    prima di riprendere il nostro volo per l'ultima ora che ci separa da Tashkent



    essendo già mattina, all'illuminazione da camera ardente si sostituisce quella naturale. E siccome le fotografie, ricordo, non si possono fare, proseguo con l'opera divulgativa





    Nonostante la brevità della tratta, viene servito lo snack, con possibilità di accompagnamento di the o caffé: panino al formaggio buono, per la nuda cronaca



    L'avvicinamento e la discesa sono impercettibili, fatto sta che siamo ormai in corto finale



    Benvenuti a TAS! Ritengo che, una volta a terra, venga meno il divieto di fare fotografie, sopratutto al bendiddio dei cimeli presenti, quindi sfodero la reflex e posso finalmente ingrandire le immagini. Il terminal dei voli domestici





    Spaventapasseri, voglio credere



    Dopo i torristi, omaggi anche ai radaristi





    E vai di cimitero degli elefanti (cit.)!



















    Uzbekistan ha anche 2 787-8 in flotta: uno è questo



    Arriviamo finalmente ai parcheggi del Terminal Internazionale





    Verremo recapitati al terminal con bus, fortunatamente sani e salvi. Riesco a scendere tra i primi e, non avendo bagaglio da recuperare, in 20 secondi cronometrati guadagno il lasciapassare per potere uscire ed attendere 13900, che arriverà dopo una ventina di minuti. Welcome to Uzbekistan!

    Ultima modifica di Dancrane; 16th April 2018 a 11: 12


  11. #11

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Bello questo racconto "in coppia"

    Ci sono stato a TAS un po' più di 2 mesi per lavoro (in uno di questi hangar in aeroporto...), e purtroppo non è stato possibile vedere niente oltre la città di Tashkent
    Quanto plov ho mangiato in quei giorni

    Non vedo l'ora di scoprire un po' di Uzbekistan insieme a voi!

  12. #12

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Bravo Gian!
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  13. #13

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Ah beh, le foto fatte con la reflex sono tutta un'altra cosa, meno male che l'hai tirata fuori!

    Comunque reputo inaccetabile la mancanza di uno standard nel servizio di Uzbekistan.
    Un moteur d'auto dans le ventre et un d'avion dans le coeur

  14. #14
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Alle digressioni terron-culturali di Biella aggiungiamo le foto di merda di Gian, ed è subito TR! Si va verso epic level forza 9 ancora prima di uscire dall'aeroporto.

    DaV

  15. #15
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Credo per la verità di avere cannato la risoluzione delle fotografie... vedo di rimediare lunedì!


  16. #16

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da Dancrane Visualizza il messaggio
    Credo per la verità di avere cannato la risoluzione delle fotografie... vedo di rimediare lunedì!
    No rush!
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  17. #17
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da aless Visualizza il messaggio
    No rush!
    Ma infatti

  18. #18

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    La battuta sul circling mi è piaciuta assai
    Molto interessante l’Asia centrale.

  19. #19
    Amministratore L'avatar di enrico
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Che dire, SPETTACOLO!!

    Quote Originariamente inviato da aless Visualizza il messaggio

    Comunque reputo inaccetabile la mancanza di uno standard nel servizio di Uzbekistan.
    Esatto!

  20. #20
    Socio 2015 L'avatar di nicolap
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    3AD che si preannuncia epico, sin dalle prime immagini. Sia quelle più belle, fatte da 13900 con telefonino, che quelle sgranate e fuori asse fatte da Dancrane. Mi affascinano questi TR. No, dico, un 46H come quello di 13900 non si vedeva dai tempi dei day trip di Bourne in Transnistria del Sud! E che spettacolo quelle architetture fatiscenti e tristi, quegli aerei ormai obsoleti e inutilizzati, e Dancrane, che riassume in sé sia le qualità dell'architettura che degli aerei ex sovietici.
    Bello! Davvero, spero l'OT sia abbondante.
    Etiamsi omnes, ego non.

  21. #21

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Bene bene, inizio frizzantino. Sarà un tr magnifico. Non vediamo l'ora di vedere foto dei vostri faccioni felici.

    Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk

  22. #22
    Socio 2015 L'avatar di flyboy
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    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Ottimo inizio! Spero ci siano almeno un paio di voli interni, sempre che siate riusciti a far foto!

  23. #23

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    Quote Originariamente inviato da aless Visualizza il messaggio

    Comunque reputo inaccetabile la mancanza di uno standard nel servizio di Uzbekistan.
    Lo standard c'è! Schiaffi, schiaffi e volendo ancora schiaffi. Sono eccezionali nel mantenerlo.

    Quote Originariamente inviato da I-DAVE Visualizza il messaggio
    Alle digressioni terron-culturali di Biella aggiungiamo le foto di merda di Gian, ed è subito TR! Si va verso epic level forza 9 ancora prima di uscire dall'aeroporto.

    DaV
    Grazie mille!

    Quote Originariamente inviato da Dancrane Visualizza il messaggio
    Credo per la verità di avere cannato la risoluzione delle fotografie... vedo di rimediare lunedì!
    Travajuma nen trop, eh!

    Quote Originariamente inviato da nicolap Visualizza il messaggio
    3AD che si preannuncia epico, sin dalle prime immagini. Sia quelle più belle, fatte da 13900 con telefonino, che quelle sgranate e fuori asse fatte da Dancrane. Mi affascinano questi TR. No, dico, un 46H come quello di 13900 non si vedeva dai tempi dei day trip di Bourne in Transnistria del Sud! E che spettacolo quelle architetture fatiscenti e tristi, quegli aerei ormai obsoleti e inutilizzati, e Dancrane, che riassume in sé sia le qualità dell'architettura che degli aerei ex sovietici.
    Bello! Davvero, spero l'OT sia abbondante.
    Grazie Nicola. Per quel 46H mi sono impegnato, volevano darmi un 38J ma mi sono piantato lì e ho fatto una scena.

    Quote Originariamente inviato da aamilan Visualizza il messaggio
    Bene bene, inizio frizzantino. Sarà un tr magnifico. Non vediamo l'ora di vedere foto dei vostri faccioni felici.

    Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk
    Grazie AA. Mi sa che per i faccioni ti dovrò rifilare una sòla, ci è stato chiesto dal MOIGE, dalla lega contro la cecità e dall'Associazione per la Decenza sull'Internet di astenerci entrambi dal postare foto di noi.

    Quote Originariamente inviato da flyboy Visualizza il messaggio
    Ottimo inizio! Spero ci siano almeno un paio di voli interni, sempre che siate riusciti a far foto!
    Vedrai!
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  24. #24

    Predefinito [TR] Transoxiana

    Davvero interessante e melodrammatico il giusto!

    Io sto puntando ad una visita a Baku, per cui seguo con attenzione tutti i TR della zona.
    On ne voit bien qu’avec le cœur. L’essentiel est invisible pour les yeux (Antoine de Saint-Exupéry)

  25. #25

    Predefinito Re: [TR] Transoxiana

    [OT, Parte I] – Samarcanda

    Riabbracciato – maschiamente, ci tengo a precisare – Dancrane, è il momento di andare a Samarcanda. Il problema, però, è come. Le ferrovie uzbeke hanno evidentemente chiesto lumi ad un nostro forumer, in quanto hanno sì otto treni al giorno tra Taškent e la città della via della Seta, ma 4 sono tra le 7 e le 9 di mattina, e gli altri 4 tra le 18.00 e le 22.00. Evidentemente orari ottimi per l’utenza business. L’alternativa è andare al mercato delle macchine e trovare un passaggio su una complice marshrutka.

    Posto dinanzi al dilemma, la direttiva di Dancrane è chiara, un ”Beh, fai te” che mi riempie d’orgoglio per la fiducia affidatami. Evitiamo la solita gang dei tassinari più o meno abusivi e saltiamo su un bus che, per caso o per forza, ci porta alla stazione. Qui un solerte milite ci accompagna, senza nemmeno chiedere un po’ di baksheesh, in biglietteria, da cui usciamo con un paio di biglietti per il treno delle 18.00, arrivo previsto ore 22.00. Non rimane che darsi all’alcol.

    Fatto ciò, siamo in stazione con largo anticipo. La sorpresa è che non ci sono i numeri dei binari, e l’unico modo per trovare il proprio treno è chiedere in giro. In un modo o nell’altro siamo pronti, e saliamo sul potente mezzo che farà Taškent-Samarkand-Nukus-Kyzylorda-Aralsk-Aqtobe-Volgograd. Dancrane è in visibilio, gli interni gli ricordano i suoi viaggi di gioventù e nemmeno la mia meraviglia al fatto che ai tempi esistessero già i treni riesce a fargli cambiare umore.






    Foto Dancrane


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane


    Dancrane sembrava molto interessato da questa cassapanca. Non so come mai.

    Nell’attesa, guardo la gente.








    Partiamo, e mentre Dancrane fotografa ciò che passa per i finestrini…


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane

    …io faccio amicizia con un triumvirato di giovani, incluso un karakalpak, un gruppo etnico cugino dei kazaki, basato nella landa più desolata e devastata del paese, il Karakalpakstan. Gli altri sono uzbeki, incluso il ragazzo coi piedi più puzzolenti dell’intero universo.

    Arriviamo e prendiamo possesso della nostra camera; l’hotel dispone di una terrazza in condono, dalla quale si vede, nella fresca serata di Samarcanda, la splendida moschea Bibi Khanum, costruita da Tamerlano.


    Cosa dire di Samarcanda? Se devo essere sincero, il mio primo obiettivo per questo viaggio era Bukhara, città che volevo vedere da molto tempo, ma anche Samarcanda si è dimostrata una bella sorpresa. Senza appesantire il TR, che sarà già granitico di suo, vi porto in una breve passeggiata in giro per la città.

    Iniziamo ad andare verso Bibi Khanum, attraverso le viuzze di Samarcanda vecchia, simile a Bari vecchia ma senza orecchiette. Sopra di noi danzano e volteggiano i rondoni, mentre a livello del terreno, nella posizione squatting che fa furore in tutte le periferie da Vladivostok a Kaliningrad, gli indigeni ci salutano con copiosi ”Salaam aleikum”. Anche qui la gente è incredibilmente ospitale.




    Bibi Khanum, è una meraviglia. Per arrivarci, però, bisogna passare attraverso il bazaar. I ricordi di Isfahan – ma anche solo di Osh, Kyrgyzstan - sono una memoria distante, qui il mercato è abbastanza sovietizzato.



    Foto Dancrane


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane

    Dancrane, però, diventa amico di questo simpatico figuro dalla dentatura giustamente metallizzata:


    Foto Dancrane

    Nel frattempo, gli affari fervono.

    [center]



    Usciamo, e riusciamo finalmente ad entrare nella moschea. I luoghi religiosi, qui, trasmettono una forte familiarità con quelli iraniani, dato che hanno forma e colori molto simili; grandi iwan, ampi spazi aperti, cupole e uso estensivo delle maioliche. Qui, però, è presentissima la mano di Tamerlano, Amir Timur per gli amici, vero e proprio padre putativo di questo paese. La scelta di Timur – escludendo una legacy non proprio amichevole (distrutta Delhi, distrutta Baghdad, una predilezione per le esecuzioni…) – almeno ha un certo senso, soprattutto se si paragona l’Uzbekistan a Tajikistan e Kyrgyzstan, che si sono scelti, come eroi nazionali, o personaggi mai esistiti o personaggi che nemmeno sono vissuti in Tajikistan. Comunque, divago. Bibi Khanum è presa d’assalto, e la moda regna sovrana.




    Foto Dancrane


    Foto Dancrane








    Foto Dancrane

    Al di là della moschea si stende una via pedonale, una volta conosciuta come Toshkent ko’chasi e ora, a seguito della morte dell’Ing. Cav. Farabutt. Di Gran Croc. Visconte Karimov, si chiama Islam Karimov ko’chasi. Andando a sinistra, si va al mausoleo dello stesso e alla necropoli chiamata Shah-i-Zinda; andando a destra, si vede il Registan. Andiamo per prima cosa al Registan, a sinistra si andrà dopo.

    Nel frattempo, passa aamilan, che però non ci degna di uno sguardo.


    Foto Dancrane

    Islam Karimov è una via, dicevo, pedonale e di domenica è presa d’assalto. Turbe di indigeni si scaraventano, in un bailamme di urla, risate e denti d’oro, sui piccoli trenini elettrici che la percorrono in su e in giù, mentre il resto cammina, mangia gelati e vuole farsi selfies con noi. Siamo tra gli unici turisti a non essere in un viaggio di gruppo, e così possiamo provare l’ebbrezza di sentirci delle celebrità. Parlo per me, ovviamente, Dancrane lo è già.








    Infine, eccoci qui. Il Registan. Di notte…


    Foto Dancrane

    …E di giorno.







    Facciamo un giro tra le madrasse, perché di madrasse di tratta – anche se sett’antanni di comunismo le han fatte divenire negozi, musei e quant’altro – ma previa pagamento del giusto obolo d’ingresso, altrimenti il Fischio Umano – il poliziotto che si vede qui sotto – ci defenestra.











    Completiamo questo, per dirla all’inglese, whistle-stop-tour di Samarcanda con una gita allo Shah-i-Zinda. Ci sarebbe tanto altro da dire, tanto altro da fare, tanto altro da commentare, ma sarebbe oggettivamente troppo.

    All’idea di visitare una necropoli Dancrane è curiosamente felice; ho i miei dubbi, ma decido di tenerli per me per quieto vivere. Frattanto, Vasili ha sta scaldando il motore del KAMAZ.



    Ci buttiamo subito a vedere il mausoleo di Islam Karimov. Sorpresa delle sorprese, non è nemmeno troppo pacchiano. Mi aspettavo di peggio.


    Dopodiché è il turno dello Shah-i-Zinda, una specie di complesso funerario con mausolei d’epoca timuride, un vero e proprio laboratorio architettonico dalla bellezza tale che riuscì a scampare la distruzione dei mongoli di Genghis Khan. Prima di arrivarci, però, Dancrane si scatena con le sue due passioni: lapidi e auto di una certa età.


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane


    Foto Dancrane

    Foto Dancrane

    Ed eccoci qui. Taccio, e lascio parlare le foto.



























    E per Samarcanda direi che siamo a posto così. Dopo quattro giorni ci troviamo in stazione, diretti a Bukhara.


    Continua!


    They see me rollin’, they hatin’…
    Are we there yet? Stories from the road.

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