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Discussione: Thread Alitalia - Luglio 2018

  1. #1

    Predefinito Thread Alitalia - Luglio 2018

    Michele Geraci è stato per qualche ora un potenziale candidato a Palazzo Chigi, su indicazione di Matteo Salvini. Erano i concitati giorni di trattativa, sollecitata dal Quirinale, per definire tra Lega e M5S l’assetto del nuovo esecutivo. L’ipotesi di Geraci in veste di premier è tramontata, ma il 18 giugno è stato comunque nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico nel governo di Giuseppe Conte. Una laurea in ingegneria elettronica, origine palermitana, una militanza in banca d’affari a Londra e New York e, infine, nel 2007 la decisione di andare a insegnare finanza in Cina e a guidare la filiale del Global Policy Institute a Shangai, sono i connotati che hanno convinto Salvini a indicare Geraci per l’incarico al ministero di Via Veneto. Anche Beppe Grillo talvolta ne ospita gli interventi su economia cinese, reddito di cittadinanza e flat tax nel suo Blog.


    «Il mio contributo è quello di rafforzare la convinzione delle opportunità garantite dallo sviluppo dei rapporti con la Cina», racconta Geraci. Un’ottica che potrebbe trovare immediata applicazione per uno dei dossier «caldi» ereditati dal governo: il destino dell’Alitalia commissariata. «L’ingresso di una compagnia cinese è una strada praticabile, non posso anticipare i dettagli ma c’è un forte interesse per la nostra ex compagnia di bandiera». Il disegno industriale è riassumibile in un progetto «che veda le principali rotte provenienti dall’Asia arrivare a Roma e non a Francoforte. L’idea che Lufthansa possa acquistare Alitalia non mi pare compatibile con la salvaguardia del nostro patrimonio industriale e turistico».








    Non una chiusura tombale, ma poco ci manca, rispetto alla determinazione dell’ex ministro Carlo Calenda, che non ha fatto mistero di ritenere l’offerta dei tedeschi la più plausibile e solida per garantire la sopravvivenza di Alitalia. Tanto che Geraci suggerisce:«Mi piacerebbe chiarire anche a Calenda che rispetto a tutte le altre ipotesi è preferibile un partner cinese, che realizzi qui da noi il suo hub europeo per il lungo raggio».


    All’obiezione che il modello evoca quello, fallimentare, di Etihad, che attraverso la partecipazione in Alitalia avrebbe dovuto fare di Roma Fiumicino l’hub per le rotte verso Medio Oriente, Golfo Persico e Nord Africa, Geraci ha pronta la replica. «Gli emiratini di Etihad non erano i partner ideali e l’area geografica non era quella preferibile». Il passo successivo è, dunque, attivare nei prossimi giorni i contatti con i commissari, che si occupano della gestione straordinaria di Alitalia per studiare «una soluzione che può e deve essere aggiuntiva, rispetto al bando di gara e che non mette in discussione il lavoro finora svolto dai commissari».


    All’orizzonte si prefigura una soluzione diversa da quella della vendita a una delle tre cordate (Lufthansa,l’alleanza di Easyjet con Cerberus, Air France-Klm e Delta, e infine, l’ungherese Wizz Air)che hanno presentato un’offerta. «Potrebbe essere una compagnia cinese che non compri la maggioranza, mentre il pacchetto di controllo resterebbe in mano pubblica e a capitale privato, tutte le opzioni sono possibili si tratta di definirle».


    Corriere della Sera

  2. #2
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Giugno 2018

    Quote Originariamente inviato da ripps Visualizza il messaggio
    Michele Geraci è stato per qualche ora un potenziale candidato a Palazzo Chigi, su indicazione di Matteo Salvini. Erano i concitati giorni di trattativa, sollecitata dal Quirinale, per definire tra Lega e M5S l’assetto del nuovo esecutivo. L’ipotesi di Geraci in veste di premier è tramontata, ma il 18 giugno è stato comunque nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico nel governo di Giuseppe Conte. Una laurea in ingegneria elettronica, origine palermitana, una militanza in banca d’affari a Londra e New York e, infine, nel 2007 la decisione di andare a insegnare finanza in Cina e a guidare la filiale del Global Policy Institute a Shangai, sono i connotati che hanno convinto Salvini a indicare Geraci per l’incarico al ministero di Via Veneto. Anche Beppe Grillo talvolta ne ospita gli interventi su economia cinese, reddito di cittadinanza e flat tax nel suo Blog.
    Ci mancava proprio un entusiasta della PRC e delle sue progressivissime poliche economiche che sono in pratica la versione XXI secolo dell'imperialismo. Chiedere a tutti i paesi che si sono fatti infinocchiare da quella solenne cazzata che è la One Belt One Road, e che si trovano col dovere cedere fette di sovranità nazionale per ripagare i debiti contratti per far lavorare aziende cinesi, in un progetto al servizio della Cina, sul loro paese.

    «Il mio contributo è quello di rafforzare la convinzione delle opportunità garantite dallo sviluppo dei rapporti con la Cina», racconta Geraci. Un’ottica che potrebbe trovare immediata applicazione per uno dei dossier «caldi» ereditati dal governo: il destino dell’Alitalia commissariata. «L’ingresso di una compagnia cinese è una strada praticabile, non posso anticipare i dettagli ma c’è un forte interesse per la nostra ex compagnia di bandiera».
    Ci manca proprio quello.

    Il disegno industriale è riassumibile in un progetto «che veda le principali rotte provenienti dall’Asia arrivare a Roma e non a Francoforte. [...] Mi piacerebbe chiarire anche a Calenda che rispetto a tutte le altre ipotesi è preferibile un partner cinese, che realizzi qui da noi il suo hub europeo per il lungo raggio».
    Delirio puro, e potenziale conflitto di interessi grande come la muraglia.

    DaV

  3. #3
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Giugno 2018

    Quote Originariamente inviato da I-DAVE Visualizza il messaggio
    Delirio puro, e potenziale conflitto di interessi grande come la muraglia.
    +1

    Basta vedere come e' andata la storia degli slot a PEK e quante linee aeree cinesi volano a FCO

  4. #4

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Giugno 2018

    N'artro che è stato in Cina e c'è rimasto là con la testa.
    Are we there yet? Stories from the road.

  5. #5

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Giugno 2018

    Alitalia “è un tavolo che sarà aperto da qui ai prossimi giorni, dovremo convocare i commissari al Mit, insieme ai colleghi del Mise, per ascoltare quali sono le loro idee e proposte e a che punto è la situazione. Valuteremo tutte le condizioni”. Così il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri a SkyTg24 Economia rispondendo a chi gli chiede dell’ipotesi, lanciata in una intervista al Corriere della Sera online dal collega Michele Geraci, che ci possa essere un interesse cinese per la ex compagnia di bandiera.

    Alitalia, aggiunge, “deve rimanere strategica per il Paese, che è a vocazione turistica e non può perdere questo asset. Valuteremo tutte le proposte – ribadisce – e valuteremo quale sia la migliore per salvaguardare i posti di lavoro e garantire la continuità che non deve rimanere però un buco perenne”.

    http://www.travelnostop.com/news/com...-cinesi_427003

  6. #6

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Giugno 2018

    Quote Originariamente inviato da ripps Visualizza il messaggio
    Alitalia “è un tavolo che sarà aperto da qui ai prossimi giorni, dovremo convocare i commissari al Mit, insieme ai colleghi del Mise, per ascoltare quali sono le loro idee e proposte e a che punto è la situazione. Valuteremo tutte le condizioni”. Così il sottosegretario ai Trasporti Armando Siri a SkyTg24 Economia rispondendo a chi gli chiede dell’ipotesi, lanciata in una intervista al Corriere della Sera online dal collega Michele Geraci, che ci possa essere un interesse cinese per la ex compagnia di bandiera.

    Alitalia, aggiunge, “deve rimanere strategica per il Paese, che è a vocazione turistica e non può perdere questo asset. Valuteremo tutte le proposte – ribadisce – e valuteremo quale sia la migliore per salvaguardare i posti di lavoro e garantire la continuità che non deve rimanere però un buco perenne”.

    http://www.travelnostop.com/news/com...-cinesi_427003
    Mi torna la feral domanda: Alitalia è un tavolo che sarà aperto, o piuttosto una tavola che sarà... apparecchiata?
    (chiedo umilmente perdono per il gioco di parole da Terza Elementare...)

  7. #7

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quelli di Ulisse hanno evidenti problemi con la geografia...



  8. #8

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Ma come si fa?? !!

  9. #9

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    I-EJGB sta volando su Casablanca oggi. Strano un 332 su quella linea, ho visto sempre 320. Scelta di oggi per qualche motivo particolare?

  10. #10

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Anche EasyJet come recentemente Lufthansa conferma il suo interesse per Alitalia. Lo ha detto Johan Lundgren, dallo scorso dicembre nuovo ad della low-cost britannica.

    "Con Alitalia il processo non è ancora concluso. Noi abbiamo manifestato il nostro interesse per i collegamenti sul corto raggio. Vorremmo riuscire a fare in Italia quello che già abbiamo fatto in Germania, dove la nostra offerta è stata la preferita dai sindacati", ha spiegato il manager in un'intervista ad Affari&Finanza di Repubblica. "Noi rispettiamo le regole e le convenzioni sociali del Paese nel quale siamo presenti e non abbiamo problemi a reclutare piloti, contrariamente ad altre compagnie aeree". In pratica, "stiamo cercando di ripetere l'operazione virtuosa che abbiamo fatto con Air Berlin, e siamo gli unici disponibili ad assumere nuovi piloti", ha continuato.

    Parlando del consolidamento del mercato dei voli in Europa il numero uno di EasyJet ha spiegato che "il quadro è in evoluzione. Tra qualche anno ci saranno meno operatori, è sicuro. Negli Stati Uniti, il 70% del mercato locale e' in mano a sole quattro compagnie. Nel 2017, che peraltro è stato un anno abbastanza buono, abbiamo visto fallire Monarch e Air Berlin e noi abbiamo rilevato una parte delle attività di quest'ultima. Stiamo seguendo anche le difficoltà di Alitalia. Che cosa accadra' quando il kerosene aumenterà di prezzo? Le pressioni si faranno sentire sempre più forti su una compagnia aerea che ha un modello economico assai fragile. Con Air Berlin, EasyJet ha dimostrato di essere capace di prendere parte al consolidamento del mercato. Con Alitalia il processo non è ancora concluso".

    Lundgren spiega poi che "il lungo raggio low-cost ha un modello economico diverso dal nostro. Sul corto e medio raggio ciò che conta è saper usare bene gli apparecchi, quantificare i collegamenti effettuati ogni giorno, conoscere in quanto tempo possono coprire una tratta in modo da abbassare i nostri costi unitari. questo che fa risparmiare soldi ai clienti con tariffe più basse. Tuttavia, sul lungo raggio questo stesso sistema non può funzionare: il vantaggio non è lo stesso ed è meno interessante


    http://www.finanzareport.it/Detail_N...ma-l-interesse

  11. #11
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Alitalia: Di Maio, vediamo conti, poi chi l'ha distrutta

    ROMA, 04 LUG - Di Alitalia, "nell'incontro di ieri con il commissario Laghi non ne abbiamo parlato, è un altro dossier sulla mia scrivania lo stiamo affrontando già, soltanto che - come vedete - nel cronoprogramma c'è prima l'Ilva". Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, a margine dell'assemblea dell'Ania aggiungendo: "si deve prima mettere fuori tutto quello che riguarda i conti economici, dopo vediamo anche chi l'ha distrutta quell'azienda".(ANSA).


  12. #12

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da AZ209 Visualizza il messaggio
    Alitalia: Di Maio, vediamo conti, poi chi l'ha distrutta

    ROMA, 04 LUG - Di Alitalia, "nell'incontro di ieri con il commissario Laghi non ne abbiamo parlato, è un altro dossier sulla mia scrivania lo stiamo affrontando già, soltanto che - come vedete - nel cronoprogramma c'è prima l'Ilva". Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, a margine dell'assemblea dell'Ania aggiungendo: "si deve prima mettere fuori tutto quello che riguarda i conti economici, dopo vediamo anche chi l'ha distrutta quell'azienda".(ANSA).

    Abbiamo capito, non è multitasking...

  13. #13

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Un finissimo statista. Mi fa quasi rimpiangere Lamberto Dini a cui, alla fine di un vertice internazionale, chiesero qualcosa di nemmeno troppo difficile e lui rispose "eh ma fatemi almeno tornare a Roma!", dove probabilmente aveva il prontuario.

    Immagino che alla mail di Lufthansa sia ritornata la risposta automatica "Ci scusiamo, stiamo guardando l'ILVA".
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  14. #14
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da Farfallina Visualizza il messaggio
    Abbiamo capito, non è multitasking...


    DaV

  15. #15
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Ma vi rendete conto o no per chi cazzo avete votato?
    Non vi vergognate nemmeno un pochino?

  16. #16
    Member L'avatar di BrunoFLR
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    A vergognarsi ci vuole cervello, ma se hai cervello chi voti?

  17. #17

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da TW 843 Visualizza il messaggio
    Ma vi rendete conto o no per chi cazzo avete votato?
    Non vi vergognate nemmeno un pochino?
    Io avrei dovuto votare quest'anno per la prima volta (ho 23 anni). Entrato nella cabina mi sono messo a ridere leggendo i nomi. Avevo più fiducia nel macellaio che in una di quelle liste. E ho detto tutto

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    Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla. - Novecento

  18. #18

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da Luca Paglia Visualizza il messaggio
    Io avrei dovuto votare quest'anno per la prima volta (ho 23 anni). Entrato nella cabina mi sono messo a ridere leggendo i nomi. Avevo più fiducia nel macellaio che in una di quelle liste. E ho detto tutto

    Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
    Quindi hai fatto decidere gli altri per te... suvvia non nascondiamoco dietro al tutti fanno schifo

  19. #19
    Junior Member L'avatar di bebix
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da Luca Paglia Visualizza il messaggio
    Io avrei dovuto votare quest'anno per la prima volta (ho 23 anni).
    Mi hai fatto ricordare che la prima volta che ho votato è stato per il referendum sul divorzio.
    Perché sembra impossibile, ma fino al 1974 in Italia non si poteva divorziare: pensa che se nessuno si fosse presentato a votare magari anche adesso sarebbe negata una delle cose più normali che possa esistere, cioè interrompere legalmente un unione che non funziona più.
    Farfallina ha ragione, a mio modesto avviso.

  20. #20

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    No no, ho votato. È ipocrita criticare gli altri se gli hai dato la responsabilità e te ne sei lavato le mani. Il mio commento non era tanto sul votare o meno, ma sui nomi nella lista. Comunque direi di chiudere qui l OT politico.

    Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
    Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla. - Novecento

  21. #21
    Junior Member L'avatar di bebix
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da Luca Paglia Visualizza il messaggio
    No no, ho votato. È ipocrita criticare gli altri se gli hai dato la responsabilità e te ne sei lavato le mani. Il mio commento non era tanto sul votare o meno, ma sui nomi nella lista. Comunque direi di chiudere qui l OT politico.

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    Avevo capito male. Anche per me torniamo a parlare di volo.

  22. #22

    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Il dossier Alitalia approda sul tavolo del neo ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, che ancora una volta prende tempo, spiegando che “si deve prima mettere fuori tutto quello che riguarda i conti economici, dopo vediamo anche chi l’ha distrutta quell’azienda”, il problema Alitalia, per Di Maio “è un altro dossier sulla mia scrivania lo stiamo affrontando già soltanto che, come vedete, nel cronoprogramma c’è prima l’Ilva”.

    Di Maio si mantiene vago anche sull’ipotesi circolata nelle ultime settimane di una ri-nazionalizzazione: “c’è una norma approvata dal Parlamento qualche mese fa che obbliga l’Italia a pubblicare tutti conti economici entro l’estate”, dopo si capirà chi ha causato i guai dell’ex compagnia di bandiera e si potrà valutare quale sia la soluzione migliore per il suo destino, conclude il ministro pentastellato. Che forse non ha ben presente la storia economica recente, altrimenti sarebbe meglio informato sull’andamento dei conti e sulle origini della crisi del vettore aereo italiano.

    Non c’è infatti alcun mistero nella vicenda Alitalia: la compagnia aerea, dopo anni di un andamento negativo, ha visto le perdite accelerare tra il 2016 e il 2017, a causa della crescente concorrenza nel settore (dove l’offerta è in crescita grazie alle low cost ma anche ad una strategia più aggressiva da parte delle principali concorrenti come Lufthansa e Air France), che ha ridotto i ricavi per passeggero, e dall’impossibilità di ridurre significativamente i costi industriali, a differenza di altri come Lufthansa stessa, perché ingessata in poco vantaggiosi contratti ad esempio sui carburanti.

    Ancora nel 2015 Alitalia spese per il carburante 721 milioni di cui 52 milioni legati a perdite su contratti derivati di copertura contro eventuali rialzi del prezzo del carburante stesso (che invece scese in scia al petrolio, tornato solo in questi ultimi mesi sui livelli del 2014). Se Alitalia, fece già notare Ugo Arrigo in un’analisi pubblicata su Lavoce.info, avesse avuto la stessa capacità di Lufthansa di ridurre i propri costi, la spesa si sarebbe ridotta di 142 milioni l’anno dopo, come invece non è stato.

    Non solo: Alitalia stessa nel marzo dello scorso anno evidenziò un sovra costo del 23% sui contratti di leasing per gli aerei a medio raggio, addirittura del 41% per quelli degli aerei regionali e del 63% per gli aerei a lungo raggio. In tutto si è trattato di 86 milioni di euro di maggiori costi sopportati dalla compagnia italiana rispetto alla media dei suoi concorrenti. I servizi di manutenzione sono invece costati “solo” il 19% in più della media dei concorrenti (46 milioni di euro di extracosti), quelli di handling un 25% in più (altri 59 milioni), mentre i costi commerciali erano stimati pari al 7,8% del fatturato totale, contro un benchmark del 3,3%, con un risparmio in caso di riallineamento stimabile in 125 milioni.

    Facciamo due conti della serva: se Alitalia potesse adeguare i contratti coi suoi fornitori, potrebbe risparmiare oltre 450 milioni di euro l’anno, più del doppio della perdita (203,2 milioni) accusata lo scorso anno.

    Non si tratta dunque di un problema di nazionalizzazione, ma di competenze (e di interessi di tutti gli attori in gioco nel settore del trasporto pubblico). Sarà solo un caso se chi più di tutti ha sostenuto l’ipotesi di una nazionalizzazione a tutela di un presunto “superiore interesse nazionale” sono quasi sempre stati manager e aziende che gravitano nel comparto dei fornitori della compagnia?

    Interessante notare anche la posizione del segretario della Lega e vicepresidente del consiglio, il ministro degli Interni Matteo Salvini, che ha più volte dichiarato come Alitalia non andasse “svenduta a multinazionali o società straniere, ma valorizzata come compagnia di bandiera” perché “un paese che ha nel turismo una sua fonte di ricchezza” non può “non avere una compagnia di bandiera che risponda all’interesse nazionale e non serva da sub fornitore per aeroporti di altri paesi europei. Va fatto di tutto perché Alitalia sia al servizio del turismo italiano”. Salvini, in sostanza, senza aver mai precisato se Alitalia debba eventualmente essere totalmente rinazionalizzata o meno, continua a sostenere il vecchio cavallo di battaglia della Lega, ossia la necessità di difendere e sviluppare l’hub di Malpensa facendo leva su Alitalia.

    Ma quanti sono i paesi a vocazione turistica che hanno una propria compagnia di bandiera al giorno d’oggi? Non la Germania, visto che lo stato non possiede neppure un’azione di Lufthansa, così come accade in Gran Bretagna con British Airways (privata al 100%), non del tutto la Francia, visto che la presenza pubblica nel capitale di Air France è limitata al 15,9% e dove nonostante le recenti vicissitudini il governo ha già escluso ogni possibile aiuto di stato, non la Spagna, visto che l’azionista pubblico è sì presente in Iberia, ma solo col 5,22%.

    Nel frattempo, l’Antistrust Ue ha già aperto un dossier per valutare la corretta applicazione delle norme sugli aiuti di stato in relazione all’ennesimo “prestito ponte” da 900 milioni di euro, deliberato i due tempi (i primi 600 milioni a maggio 2017, i secondi 300 milioni lo scorso ottobre) per una durata di 18 mesi, salvo proroghe, in luogo dei 6 mesi consentiti usualmente dalle norme europee.Ogni ulteriore allungamento dei tempi per arrivare alla cessione di Alitalia rischia di essere interpretato come una violazione delle norme europee, tanto più che pare essere servito a finanziare il capitale circolante di Alitalia (in sostanza i flussi di incassi e pagamenti per cassa) e non gli investimenti, al momento congelati in attesa di conoscere i piani del prossimo proprietario, privato o pubblico che sia.

    Valuti infine il ministro Di Maio anche un ultimo particolare: pure il governo tedesco ha concesso un prestito ponte ad una compagnia aerea in difficoltà, Air Berlin. Ma in quel caso i 150 milioni prestati sono stati restituiti integralmente dopo poche settimane, una volta che Air Berlin ha accettato la proposta d’acquisto avanzata da Lufthansa. La stessa compagnia aerea che ha avanzato un’offerta per l’ex compagnia di bandiera italiana (che nel 2016 l’allora presidente Montezemolo rivelò perdere circa 500 mila euro al giorno) ma che, visto anche l’ulteriore allungarsi dei tempi, sta iniziando a guardarsi in giro in cerca di altri possibili acquisti, come Norvegian Air, terza compagnia low cost d’Europa e prima per collegamenti a basso costo tra Europa e Usa.

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  23. #23
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da bebix Visualizza il messaggio
    Avevo capito male. Anche per me torniamo a parlare di volo.
    Di Maio vola alto... honesta'! honesta'! Bastera'?
    MGGT (non-native speaker, with italian roots)

  24. #24
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Nel cronoprogramma viene prima l'Ilva, pora stella, non lo stressate .

  25. #25
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    Predefinito Re: Thread Alitalia - Luglio 2018

    Quote Originariamente inviato da ripps Visualizza il messaggio
    Non solo: Alitalia stessa nel marzo dello scorso anno evidenziò un sovra costo del 23% sui contratti di leasing per gli aerei a medio raggio, addirittura del 41% per quelli degli aerei regionali e del 63% per gli aerei a lungo raggio. In tutto si è trattato di 86 milioni di euro di maggiori costi sopportati dalla compagnia italiana rispetto alla media dei suoi concorrenti. I servizi di manutenzione sono invece costati “solo” il 19% in più della media dei concorrenti (46 milioni di euro di extracosti), quelli di handling un 25% in più (altri 59 milioni), mentre i costi commerciali erano stimati pari al 7,8% del fatturato totale, contro un benchmark del 3,3%, con un risparmio in caso di riallineamento stimabile in 125 milioni.

    Affari italiani
    Sull'argomento leasing, l'articolo di Affari Italiani glissa, come quelli di tutte le altre testate, sulla quota parte di aerei in leasing da società esterne al perimetro Alitalia e quelli in leasing presso società irlandesi del gruppo (quindi di proprietà di Alitalia): in questo caso l'effetto economico sul consolidato é poco rilevante mentre si dovrebbero approfondire istanze erariali e di trasferimento di capitali all'estero.
    Per come é scritto il passaggio dell'articolo, si tratta di disinformazione.

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